I pacchi abbandonati trovano nuovi proprietari: andranno ai più bisognosi

scritto da il 12 Dicembre 2018

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Natale, tempo di pacchi regalo di ogni tipo. Ma quelli del progetto “Valori ritrovati” di Poste Italiane e Caritas sono pacchi speciali, diretti alle persone più bisognose. L’iniziativa è nata dall’idea di non sprecare il contenuto dei tanti pacchi abbandonati in giacenza alle Poste, ma di riutilizzarli e donarli alle famiglie in difficoltà. Solo ne 2017 si sono contati 15mila pacchi abbandonati, pacchi cioè del tutto anonimi, oppure non ritirati o non consegnati per impossibilità del destinatario. Prima finivano al macero e ora, invece, verranno donati agli empori solidali della Caritas, un circuito di supermercati che fornisce gratuitamente prodotti di prima necessita’ ai più poveri.

Nei pacchi abbandonati oggetti di ogni tipo, dai giocattoli ai vestiti

blur-box-christmas-256040Prima che un pacco sia bollato come abbandonato viene tenuto in giacenza per un periodo che va dai sei ai 12 mesi. Poi viene aperto e si controlla se ci siano dentro degli elementi che possano far risalire al mittente o al destinatario. Se ciò non è possibile, allora il pacco viene considerato abbandonato a tutti gli effetti.

In pacchi come questi, finora destinati alla distruzione, si trova di tutto, dai giocattoli ai piccoli elettrodomestici, ai capi di abbigliamento, agli utensili per la casa. In particolare rientrano nella tipologia dei pacchi oggetto dell’iniziativa, oltre ai ‘colli abbandonati’, cioè i pacchi non recapitabili al destinatario e rifiutati dal mittente, quelli ‘anonimi’, cioè quelli che non presentano alcuna informazione che possa far risalire al mittente/destinatario.

Un caso di economia circolare

box-close-up-gift-842876Come ha sottolineato l’amministratore delegato delle Poste, Matteo Del Fante, con questo progetto “Poste Italiane dà attuazione pratica ai principi di economia circolare, aiutando migliaia di famiglie meno fortunate. L’iniziativa nasce dalla volonta’ dell’azienda di promuovere e sviluppare la propria presenza a livello nazionale e territoriale a sostegno di iniziative di inclusione e di solidarieta’ sociale, favorendo la partecipazione e il coinvolgimento dei suoi oltre 135 mila dipendenti”. Questa iniziativa “ha bisogno di poche parole, voglio solo ringraziare Poste italiane per aver creato una sintonia sociale tutti insieme.  Si tratta di una cosa che non aveva bisogno di investimenti ma solo di delicatezze e sensibilità“, ha dichiarato Don Benoni Ambarus, direttore della Caritas diocesana”.  Il primo emporio solidale della Caritas è nato a Roma 10 anni fa.

Le famiglie che hanno beneficiato dell’aiuto di tutti gli empori nel 2017 sono state 30.517 per una media di oltre 170 famiglie per ogni emporio. Gli altri empori, oltre a quello di Roma, inseriti nel progetto “Valori ritrovati”sono quelli di Perugia, Pescara e Montesilvano.  L’iniziativa prevede la partecipazione di volontari di Poste Italiane che saranno impegnati a Roma, Perugia e Pescara nella distribuzione dei beni, per le attività di magazzino e nelle pratiche amministrative.