L’Italia? È il Paese più ignorante d’Europa

scritto da il 03 Ottobre 2018

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Ma in Italia, secondo voi, il numero di immigrati è aumentato o diminuito? E quello dei reati? Conoscere certe cose non serve solo per vincere ai quiz televisivi. Serve per essere presenti a noi stessi e consapevoli del mondo che ci circonda, serve a sapere in quale società viviamo, serve a capire quando è l’ora di cambiare le cose. Serve a scegliere quale partito votare, per esempio. L’ignoranza, al contrario, è una brutta bestia. E non è necessariamente una questione di titoli di studio.

Peccato che in Italia, di alto, non abbiamo solo lo spread. Abbiamo anche il tasso di ignoranza. Ignoranza nel senso letterale del termine, cioè di non conoscenza delle cose del mondo. Per l’esattezza, siamo i più ignoranti d’Europa e i dodicesimi più ignoranti del mondo. Siamo più assenti a noi stessi dei francesi, dei sudcoreani, dei polacchi, dei cinesi, dei serbi e persino degli ungheresi, che nonostante si tengano stretto uno come Orban a quanto pare sono più lucidi di noi.

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La classifica viene redatta ogni anno da IPSOS Mori, che attraverso 11mila interviste misura quanto è distorta la percezione delle realtà rispetto a quanto certificano i principali enti di statistica nazionale: in tema di droghe, di corruzione, di crimalità, di salute. Il risultato è che in Europa noi siamo i più dissociati. Siamo anche tra i più corrotti, in verità, al 54esimo posto nel Transparency International Index, i peggiori del continente. E mi viene il dubbio che le due cose – ignoranza della realtà e ignoranza delle leggi – vadano ahimè di pari passo.

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Ma insomma, dicevamo, gli immigrati in Italia sono aumentati o diminuiti? Secondo le patrie statistiche, nelle carceri italiane il 34% dei reclusi è straniero, ma se chiedete alla gente vi dirà che la percentuale è almeno del 48%. Gli omicidi, invece, dal 2000 a oggi sono sensibilmente diminuiti del 39%, anche se il 50% degli italiani è pronto a scommettere che – per colpa di tutti questi immigrati in giro? – sono aumentati e il 35% più ottimisticamente giura che sono rimasti sempre gli stessi.

Che dite, alle interviste dell’anno prossimo ci facciamo trovare più preparati? Così almeno  battiamo il Cile!

Ultimi commenti (79)
  • Luk |

    mi scusi Irene, ma stando ai dati ufficiali sulla scolarizzazione, appare evidente questo risultato: Italia a pari di Messico e Portogallo come numero di laureati (in percentuale ovviamente), cosi come diplomati ecc ecc. Se poi si considera che quei laureati escono da universita’ scadenti (nessuna italiana tra le prime 100 al mondo) si comprendera’ come non serve una indagine soggettiva, basta fare la conta numerica ed usarla come indicatore.

  • Luk |

    daeunt: ogni tanto capita di incontrare qualche persona ragionevole. Cosi non si perdono le speranze di un riequilibrio delle forze sociali in campo in Italia. Dal mio osservatorio (Nederland) posso confrontare le due piattaforme sociali in cui l’azione politica risolve la questione immigrati. Detto in sintesi: pur avendo una percentuale di immigrati molto maggiore qui in Nederland non esiste una situazione nemmeno paragonabile con quella italiana. Qui essere clandestini NON e’ reato, ma e’ reato sfruttare i clandestini. Cosi qualunque immigrato viene “trattato” dalle istituzioni in modo umano, civile. Gli viene dato un nome, un domicilio ed una assistenza sociale. In cambio dovra’ : Studiare la lingua, lavorare e rispettare le leggi. Facile vero? Che dire di piu, grazie per aver dimostrato che ci sono degli italiani normali.

  • daeunt |

    @Rob De Matt sì esatto, sono il 34%. Per la maggior parte irregolari: l’incidenza degli stranieri regolari è invece paragonabile a quella degli italiani (il che significa che regolarizzarli ridurrebbe sensibilmente la loro propensione a delinquere, ma chi governa è più interessato ad avere capri espiatori che a ridurre il crimine). Il motivo della presenza massiccia in carcere degli stranieri irregolari è l’impossibilità di adottare misure alternative al carcere (non hai documenti, non esisti e non hai domicilio, ovvio che non ti danno i domiciliari o i lavori socialmente utili come li darebbero ad un italiano), in particolare per la custodia cautelare (oltre la metà dei carcerati è in attesa di giudizio). In sintesi: se sei italiano, se ti beccano a scippare una borsa al massimo finisci ai domiciliari, se sei un irregolare finisci in carcere. Ergo, la presenza degli stranieri è sproporzionata alla loro percentuale sul totale della popolazione.

  • gianfranco |

    vediamo il livello di informazione, di infima categoria

  • Trevisani Giuseppe |

    L’ abilità dei demagoghi e proprio quella di diffondere la paura, far vedere il male la dove il male non c’è, ingannare manipolando la sensibilità degli sprovveduti e nel nostro paese sembra che gli siano la maggioranza dei cittadini elettori.