16 Febbraio 2020

Parlare di sesso con le figlie, non è così semplice come sembra

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        Quando mi sono seduta al mio posto sull’aereo che da Boston mi avrebbe portato a Milano, il ragazzo di fianco a me, con un forte accento irlandese, mi ha chiesto: “Torni a casa o vai a trovare qualcuno?”. Sono rimasta molto colpita dalla domanda, perché, per quanto semplice, necessitava di una risposta assai complessa. Vivo negli Stati Uniti da più di venticinque anni, cioè più della metà della mia vita. Ma sono di Milano, città che mi ha formata e mi ha fatta diventare quella che sono, nel bene e nel male. Quindi sì, in un certo senso torno a casa. In realtà vado a trovare qualcuno, e, questa volta,...

07 Dicembre 2019

Giordania, un rifugiato ogni 10 abitanti. Come possiamo aiutare?

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    Il viaggio è finito. E’ durata pochi giorni, ma il tempo non è l’unica unità di misura. Qui ci sono stata forse alcuni mesi se conto le emozioni provate, le facce incontrate, i sorrisi scambiati, i bambini che ho accarezzato. Non mi sento particolarmente riposata, è come se avessi viaggiato a lungo a piedi, rilassata nella mente, affaticata per il resto. Ma cosa riporto a casa? Ho visto paesaggi nuovi. Visitato due città molto diverse. Una, Zaatari, fatta di latta, estesa, bassa. Una città chiusa da cui entrare e uscire è complicato, divisa in distretti organizzati come aree urbane, con scuole e ospedali,...

04 Dicembre 2019

Diario di viaggio fra i rifugiati: il centro UNHCR di Amman

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      Ho preso una vacanza.  Come sempre sono partita con il mio piccolo trolley camouflage, unico bagaglio a mano, leggero di contenuto, pieno di voglia di esplorare, curiosare, imparare tutto di questa nuova terra, della sue radici, dell’aria che si respira, del profumo dei suoi cibi, dei modi della gente, dei loro sogni e delle loro paure. Così, ieri mattina mi sono svegliata in vacanza.  Come facevo spesso sin da ragazzina, ho pensato di essere una di loro. Mi ha sempre divertito questo gioco. Come è vivere al mare, o in una grande metropoli americana, o in un villaggio sperduto in montagna di inverno? Per capire e...

16 Agosto 2019

Le ragazze della Gen Z viaggiano da sole

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      Viaggiano da sole. Per dimostrare a se stesse di potercela fare, per scoprire chi sono davvero, per superare un momento particolare della vita. E anche per sentirsi libere e non doversi adattare ad abitudini di altri, famigliari o amici che siano. Sono le donne della generazione Z, americane in testa. Secondo una ricerca di Hostelworld, il numero di donne e ragazze nate tra il 1995 e il 2010 che scelgono di viaggiare in solitaria è in decisa crescita, addirittura segna un aumento dell'88 per cento dal 2015 a oggi. L’indagine si basa sui dati delle prenotazioni effettuate e vede in testa, dopo le globe trotter...

16 Novembre 2018

Italia-Giappone: perché è più facile trovare alleate in capo al mondo?

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    Nella stanza ci sono quindici donne (e un uomo): tutte dirigenti di grandi aziende. Il tema del workshop sono gli stereotipi, e io dico: “Alzi la mano chi di voi ha potere”. Si guardano, sorridono imbarazzate, neanche una mano si alza. E’ la prima volta che accade, in anni in cui pongo questa domanda ad aule sempre diverse. Sono in Giappone, e per la prima volta capisco che, nonostante le similarità numeriche in termini di occupazione e presenza – o dovrei dire “assenza” – nelle posizioni decisionali di economia e politica, le donne giapponesi stanno anche peggio delle Italiane. E allora provo a vedere se...

21 Ottobre 2018

"Il progetto Lazarus": la violenza del Novecento tra Europa e Stati Uniti

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    Può un’opera letteraria abbracciare più di un secolo di storia tra Vecchio e Nuovo Continente, raccontando la Chicago di inizio Novecento e i contemporanei pogrom nell’Europa orientale, la guerra nella ex Jugoslavia, gli Stati Uniti dell’era Bush e l’Europa dell’Est postsocialista? Ci prova il romanzo Il progetto Lazarus dello scrittore bosniaco naturalizzato statunitense Aleksandar Hemon (Spie di Dio, Nowhere Man, Amore e ostacoli). Pubblicato nel 2008 negli Stati Uniti e nel 2010 in Italia da Einaudi, Il progetto Lazarus si fonda su un’analogia storica tra l’America degli inizi del Novecento e gli Stati...

23 Settembre 2018

Bruciare la frontiera: storie di migranti, di amori Millennials e anticorpi al razzismo

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                    Interno giorno, classe di prima media inferiore, secondo giorno di scuola. La professoressa di italiano chiede: "Ragazzi, leggete? Cosa leggete"? Risponde un ragazzino spiritoso: "I messaggi su Whatsapp". Risponde una ragazzina: "Sì, leggo". La professoressa: "E cosa leggi? Qual è l'ultimo libro che hai letto"? Risposta della ragazzina: "Bruciare la frontiera, di Carlo Greppi". Non è fiction. Tutto vero, ho le prove, ma le rivelerò solo alla fine. Bruciare la frontiera è un libro dello storico Carlo Greppi. E' un romanzo scritto - immagino - per catturare l'attenzione dei...

13 Settembre 2018

La valigia della maestra

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Settembre è arrivato, è tempo di fare la valigia. No, non per andare in vacanza, ma per cominciare un lungo viaggio, quello che da molti anni intraprendo alla fine dell’estate. E quando tutti tornano, io parto. Come ogni volta, mi sembra di cominciare da zero, non so come sarò, dove arriverò. Poi mi ripeto che il senso del viaggio è il cammino, non tanto la meta. E’ durante il percorso che si scoprono nuove prospettive, nuove amicizie, nuovi scorci. Mentre vai avanti, ti concentri sul presente e allora il futuro arriva quasi per magia, come un regalo inatteso. Pensi di poter programmare tutto, di avere...

03 Settembre 2018

Io (non) viaggio da sola per dire no alla violenza

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      È notte fonda quando una ragazza viene aggredita. All’improvviso, mentre sta dormendo, sente qualcuno che la tocca. Il torpore del risveglio dura un attimo. In un brevissimo battito di tempo realizza. La mano che le percorre il corpo non è quella del fidanzato assopito vicino a lei, ma di un uomo che la molesta aggredendola mentre riposa su una delle poltrone da viaggio della nave che la sta portando a Messina. Lei lo guarda, lui con un gesto si porta l’indice alla bocca e le intima di stare zitta. La ragazza, invece, cerca di ricacciare indietro la paura di quei momenti e chiede aiuto. Lo descrive al comandante...

15 Giugno 2018

Adozioni: un rapper alieno è atterrato nella nostra famiglia

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    Diventare genitori ci porta inevitabilmente a fare i conti con “l’altro”, a confrontarci con il diverso da noi, con quel figlio reale spesso così diverso dal figlio immaginato o tanto a lungo desiderato. Questo è ancora più vero nell’adozione internazionale, dove i bambini, oltre ad avere già un proprio vissuto e ad aver fatto esperienze di vita anche forti, arrivano da Paesi lontani, da culture totalmente diverse, ed  irrompono nella vita della nuova famiglia con tutta la loro meravigliosa e spiazzante diversità. E proprio le gioie e le fatiche quotidiane dell’accoglienza di questa diversità sono...