20 Novembre 2020

Il piano anti-Covid di Women20 per il G20

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      Spesso ci dimentichiamo che non siamo sole. A combattere la battaglia della parità di genere – oltre a tutte coloro che ci hanno spianato la strada sin qui, come ci ha ricordato Kamala Harris - ci sono milioni di donne in tutto il mondo organizzate in associazioni, movimenti, enti e istituzioni che ogni giorno lavorano per affermare i diritti e le istanze di metà della popolazione mondiale. Anche e, soprattutto, in momenti drammatici come il 2020. Uno delle più rappresentativi è il gruppo di interesse della società civile Women 20, nato in seno al G20 nel 2015 durante la presidenza turca, con l'obiettivo di...

27 Maggio 2019

La competizione non può essere meritocratica

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      La maggior parte delle donne in Italia ha redditi sotto i 15mila euro. Più salgono gli scaglioni di reddito, più la presenza femminile va rarefacendosi. La fotografia emerge dai dati recentemente diffusi da Ministero dell’Economia e delle Finanze (Mef) sul reddito imponibile pro capite del 2017 confermano che la differenza di genere nel nostro Paese è molto marcata: maggiore è il livello di reddito lordo annuo, minore è la percentuale di donne che si collocano a quel livello.     La presenza femminile è predominante nelle fasce di reddito da 0 a 15.000 euro, con la punta massima in corrispondenza...

12 Marzo 2018

Non chiamatelo reddito di cittadinanza: breviario minimo della proposta M5S

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    Il cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle, che dopo il voto del 4 marzo si è rivelato il primo partito italiano e il primo gruppo parlamentare (con 227 deputati e 112 senatori), poggia su un equivoco lessicale e semantico: lo hanno chiamato “reddito di cittadinanza” nella proposta di legge n. 1148/2013 a prima firma Nunzia Catalfo (senatrice M5S appena rieletta), ma non lo è. Non è una forma universale di sostegno al reddito, legata al solo requisito della cittadinanza, come erogata ad esempio in Alaska (1.100 dollari nel 2017). È invece, come tiene a precisare in ogni occasione Pasquale Tridico, ministro...

18 Aprile 2016

L'abisso tra bambini poveri e bambini ricchi: in Europa solo un Paese fa peggio dell'Italia

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Sediamo al G7. Siamo tra le prime sette potenze economiche mondiali, e poi cadiamo proprio sui temi dell'infanzia. Va bene essere distanti dalla Danimarca o dalla Finlandia, il welfare scandinavo si sa non ha rivali. Ma fare anche peggio della Romania o della Grecia, questo sì che fa riflettere. Eppure il dato è chiaro: sulla disuguaglianza infantile in Europa siamo penultimi, a salvarci dalla maglia nera è solo la Bulgaria. E la Turchia ci tallona da vicini. Ma cosa si intende esattamente per disuguaglianza infantile? Si intende la capacità di includere tutti i bambini nella fascia del benessere, ci spiega l'Unicef: fino a che...