“Ricordati Ragazza”: per non dimenticare il prezzo di 80 anni di conquiste

Claudia Gerini

«Ricordati ragazza che il diritto di votare lo abbiamo ottenuto attraverso una lunga lotta, attraverso mille ostacoli, abbiamo dovuto combattere, non ci è stato regalato nulla». Le parole della nonna alla nipote diciottenne Matilde che nel giorno delle elezioni ha organizzato una gita al mare con l’amica, sono un po’ il manifesto del documentario Ricordati Ragazza, prodotto da Luce Cinecittà con Rai Cinema in collaborazione con la Camera dei Deputati, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, Ministero della Cultura, con la regia di Claudia Gerini. Non perdere la memoria storica, che ogni due-tre generazioni rischia di essere cancellata, ricordare alle più giovani, che spesso appaiono disinteressate e distanti dalla vita politica, il prezzo che le donne hanno pagato nella storia d’Italia per ottenere tanti diritti come quello, centrale, del voto: sono gli obiettivi, riusciti, di un lavoro che racconta il passato per parlare anche del presente, e del dovere di non dimenticare.

Ciò che oggi diamo per scontato è stato il frutto di lotte, resistenza, coraggio in un ambiente fortemente patriarcale. Uno status quo difficile da cambiare che era sostenuto da un quadro normativo che vedeva le donne come subalterne. Un contesto che le donne, una volta entrate in Parlamento, hanno contribuito a smantellare, pezzo per pezzo, nel corso degli anni. C’è voluto tempo. C’è voluta fatica. Un dato per tutti: fino al 1996 il delitto di stupro era un delitto contro la morale e non contro la persona. Picconata dopo picconata, il quadro legislativo oggi riconosce finalmente la parità delle donne e degli uomini. Ma a livello concreto, nel passaggio dalla parità formale a quella sostanziale, anch’essa prevista dalla nostra Costituzione, tanto ancora c’è da fare.

La sceneggiatura del documentario presentato al Festa del Cinema di Roma in una Sala Petrassi stracolma anche di tanti giovani, è stata firmata dalla stessa Gerini con Marina Spada su soggetto di Anita Della Cioppa e Veronica Pensierini.

Ascani: un nuovo linguaggio per diffondere la consapevolezza delle conquiste

«La proiezione del film “Ricordati Ragazza” di Claudia Gerini al quale la Camera – spiega la vicepresidente Anna Ascani-  ha collaborato rientra nel calendario di iniziative che abbiamo organizzato in occasione degli 80 anni dell’Assemblea Costituente e del primo voto delle donne. Abbiamo infatti voluto sperimentare le potenzialità di un nuovo linguaggio per diffondere una reale consapevolezza sulle loro straordinarie conquiste. E far conoscere le protagoniste delle battaglie per l’ottenimento di diritti che oggi diamo per scontati.

Spesso diciamo che nelle nostre vite vediamo solo i risultati delle lotte delle nostre nonne e madri. Che ci manca “il film”, la visione complessiva del percorso che è stato fatto per farci vivere oggi in una società in cui le donne sono premier, ministre, parlamentari, giusto per fare qualche esempio. Ecco, grazie al film diretto da Claudia Gerini possiamo finalmente seguire il filo che ci porta a oggi e ricordare alle nuove generazioni che il mondo in cui viviamo è frutto di un duro e appassionato lavoro».

L’importanza del passaggio di testimone, il valore delle testimonianze

“Ricordati Ragazza” alterna spezzoni cinematografici che raccontano l’attualità,  ovvero la storia di Matilde che non vorrebbe andare a votare, con le vicende di Vittoria e delle sue quattro amiche, che da suffraggette a Madri Costituenti, lottano per i diritti delle donne.  Alla ricostruzione cinematografica vengono mescolati documenti di archivio come fotografie, documenti e materiali. I vari passaggi sono poi intermezzati dalle testimonianze di Luciana Castellina, Debora Migliucci e Patrizia Gabrielli, Nadia Gallico Spano, una delle 21 donne presenti nell’Assemblea Costituente. «Con Ricordati Ragazza ho scelto di raccontare la conquista del diritto di voto e il percorso delle donne verso la piena cittadinanza intrecciando la memoria storica con uno sguardo rivolto al presente» ha spiegato Claudia Gerini.

Dieci anni fa, per i 70 anni dal diritto di voto ottenuto quel 2 giugno, Alley Oop aveva raccolto la testimonianza di una maestra siciliana, Maria Scala, una di quelle donne, rappresentate così bene nel documentario, che spingevano le altre a non avere paura ad andare a votare. «Il 2 giugno del 1946 c’era molta agitazione, molto fermento tra noi donne che andavamo al voto per la prima volta. Tutto il Paese – aveva raccontato allora – era pieno di vitalità. Nei giorni precedenti si tenevano comizi ovunque e a ripetizione, a volte erano tenuti da donne. E noi giovani giravamo per le case e spingevamo la gente, le altre donne, ad andare a votare, a volte le accompagnavamo pure». Il 2 giugno, le donne italiane, per la prima volta se si escludono le elezioni amministrative del marzo 1946, furono dunque chiamate a votare e fecero sentire il proprio peso nello storico referendum che ha sancito la nascita della Repubblica.

Il testimone che ragazzi e ragazze devono raccogliere nel cammino verso la parità

Oggi, per gli 80 anni dal diritto di voto alle donne, il bilancio nel cammino verso la parità resta a luci e ombre. Il lavoro verso la parità, sottolinea Ascani, «non è affatto concluso, perché la parità non è ancora pienamente raggiunta. Tanto è stato fatto da quel primo voto, ma tanto rimane ancora da fare. Uno: perché i diritti, una volta ottenuti, devono essere salvaguardati e rinnovati ogni giorno. Due: perché dobbiamo allargarli, riconoscerli pienamente e a tutte e tutti. Non dobbiamo esserne semplici custodi o tenerli chiusi in una teca: il rischio non è che prendano polvere, ma che si dissolvano. E allora ragazze e ragazzi oggi devono raccogliere il testimone e proseguire lungo il cammino dei diritti. Perché la questione femminile è una questione democratica. E se vogliamo che la parità non sia un miraggio, dobbiamo dare, ciascuno per la propria parte, il nostro contributo. Esercitare una cittadinanza attiva. E soprattutto consapevole».

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