
E se oggi la vera emergenza non fosse soltanto la solitudine, ma la difficoltà di fidarsi gli uni degli altri? In una società in cui le relazioni si fanno sempre più fragili e la diffidenza rischia di diventare la norma, ricostruire la fiducia tra estranei non è più un semplice auspicio, ma una necessità collettiva. A crederlo è l’89% degli italiani, convinti che ritrovare il senso di comunità e la capacità di affidarsi agli altri sia una sfida urgente per il presente e per il futuro. HomeExchange, community per lo scambio casa, ha voluto indagare a fondo questo tema attraverso “The Trust Factory“, il barometro internazionale realizzato con Ipsos Bva, rivelando che quasi 9 su 10 ritengono infatti che stia diventando sempre più difficile creare legami tra le persone (88%) e considerano una vera e propria urgenza ricostruire queste connessioni umane (89%). Inoltre più di un intervistato su due a livello globale ritiene di potersi fidare solo di un numero limitato di persone o di nessuno e il 68% pensa che oggi ci si possa fidare degli altri meno di dieci anni fa, percentuale che tra gli italiani sale fino a raggiungere il 72%.
Piattaforme online, la fiducia ha bisogno di segnali chiari
Nonostante questa tendenza, l’apertura verso il prossimo rimane viva e l’86% degli italiani intervistati afferma di essere pronto a fidarsi di qualcuno incontrato tramite una piattaforma, a determinate condizioni. Per affidarsi a uno sconosciuto incontrato online, gli utenti italiani cercano recensioni (47%), verifiche dell’identità (41%) e garanzie dirette offerte dalla piattaforma (42%). Sulle piattaforme online, la fiducia ha bisogno di segnali chiari. Solo il 35% degli italiani si fida delle piattaforme peer-to-peer tra privati. Le persone infatti non sono contrarie a fidarsi degli sconosciuti, ma chiedono che questa fiducia possa poggiare su condizioni sufficientemente solide. Questo vale anche per il nostro Paese: il 94% degli italiani concorda infatti che la fiducia si costruisca attraverso azioni e prove concrete e l’82% (il dato più alto tra i Paesi analizzati) ritiene che la fiducia debba necessariamente basarsi su garanzie, come assicurazioni e assistenza in caso di problemi.
«In un’epoca segnata dall’epidemia di sfiducia, i dati e l’esperienza dimostrano che le persone hanno un forte desiderio di ritrovare relazioni autentiche», dichiara Emmanuel Arnaud, ceo e co-founder di HomeExchange.
La leva della reciprocità
Il punto di svolta sociologico identificato dall’indagine per superare le barriere della diffidenza è la pari reciprocità. Quando entrambe le parti si assumono lo stesso rischio, la fiducia diventa naturale – e questo è esattamente ciò che accade con lo scambio case: l’88% degli italiani lo considera un atto che implica un impegno morale reciproco e l’80% ritiene che uno scambio sia più sicuro quando coinvolge direttamente le stesse persone. Non a caso, nel contesto di uno scambio il 74% degli italiani è disposto a fidarsi di uno sconosciuto a patto che questo si assuma i suoi stessi rischi condividendo il medesimo bene. Tra gli italiani che hanno utilizzato piattaforme peer-to-peer, il 69% dichiara di aver avuto esperienze positive e un dato ancor più significativo è che più di quattro italiani su 10 (44%) affermano che esperienze come queste hanno cambiato in meglio il proprio modo di vedere gli sconosciuti.
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