Sport e disabilità, a Bellaria un progetto per il padel senza barriere

Accessibilità, inclusione, coesione sociale. Lo sport come strumento di partecipazione e condivisione, capace di mettere in relazione persone con e senza disabilità. Da questa visione nasce “Padel Senza Barriere”, il progetto lanciato dal Centro sportivo Mima Bim (Bellaria-Igea Marina), con l’obiettivo di creare un polo territoriale stabile dedicato al padel in carrozzina, rendendo accessibile a tutti uno degli sport più praticati degli ultimi anni. Un obiettivo particolarmente significativo se si considera che, nonostante la crescente attenzione verso lo sport paralimpico, l’accesso all’attività sportiva resta ancora limitato alle persone con disabilità.

L’Inclusive Padel Day

Il progetto è stato lanciato il 27 giugno scorso a Bellaria con l’Inclusive Padel Day, una giornata dedicata allo sport inclusivo per far conoscere al pubblico il wheelchair padel, disciplina in cui atleti con disabilità e normodotati possono condividere lo stesso campo e competere insieme. Unica variante rispetto al regolamento tradizionale, la possibilità di usufruire di due rimbalzi a terra della pallina.

Andrea Godio

Tra i protagonisti della giornata c’erano Giuseppe “Pippo” Galliano – campione italiano di wheelchair padel e fondatore del Para Padel Project –, Andrea Pacini, paracadutista e atleta di wheelchair padel, Mirco Acquarelli, vicepresidente del Riviera Basket Rimini (squadra di pallacanestro in carrozzina) e Andrea Godio, maestro nazionale Fitp, Federazione italiana tennis e padel. «Ringrazio il sindaco e il vicesindaco di Bellaria che hanno sostenuto il progetto – spiega Godio – L’obiettivo è dare il via agli allenamenti e andare oltre: realizzare campi da tennis in sintetico per consentire anche alle persone con disabilità che praticano il tennis di allenarsi sul territorio».

L’obiettivo del Centro Mima Bim è creare un polo territoriale stabile dedicato al wheelchair padel, attraverso l’adeguamento degli spazi sportivi, inserendosi in un circuito nazionale sostenuto dalla Federazione italiana tennis e padel. Il centro ha infatti previsto investimenti per l’accessibilità delle strutture e per l’acquisto di carrozzine specialistiche, con l’obiettivo di garantire la massima sicurezza e qualità dell’attività sportiva. Il wheelchair padel, ricordiamo, è stato protagonista al Foro Italico, a Roma, durante il Bnl Italy major premier padel 2026 a inizio giugno. A vincere il torneo nazionale sono stati Galliano e Luca Taramelli, che in finale hanno superato Andrea Pacini e Marco Dolfin.

I limiti e le sfide

In Italia, secondo il Rapporto Sport 2025, continua a crescere la diffusione della pratica sportiva e dell’attività fisica: sono circa 38 milioni le persone che dichiarano di svolgere regolarmente o saltuariamente uno sport o un’attività motoria. Un dato che si accompagna a un altro indicatore positivo, ovvero il calo della sedentarietà, scesa nel 2024 al minimo storico del 33,2%, a testimonianza di una sempre maggiore attenzione verso il benessere e gli stili di vita attivi.

Dietro questo quadro incoraggiante, tuttavia, emergono profonde disuguaglianze nell’accesso allo sport. Le più recenti elaborazioni dell’Istat, riferite al 2021, evidenziano infatti come la partecipazione delle persone con limitazioni funzionali gravi resti estremamente contenuta. Soltanto l’11% pratica un’attività sportiva, in modo continuativo o occasionale, una percentuale di gran lunga inferiore rispetto a quella registrata nella popolazione generale. Il divario appare ancora più marcato se si considera la componente di genere: tra gli uomini con limitazioni gravi la quota di praticanti raggiunge il 15,4%, mentre tra le donne si ferma al 7,9%, evidenziando un accesso allo sport quasi dimezzato.

In termini assoluti, secondo l’Istat, sono circa 270 mila le persone con meno di 65 anni e con limitazioni funzionali gravi che praticano un’attività sportiva. Un numero che conferma come lo sport rappresenti ancora un’opportunità non pienamente accessibile per una parte significativa della popolazione, nonostante i benefici riconosciuti sul piano della salute, dell’autonomia personale, della socializzazione e dell’inclusione.

A pesare sono anche le condizioni delle infrastrutture sportive. Il Rapporto Osservatorio Valore Sport 2025 rileva infatti che oltre il 20% dei circa 77 mila impianti sportivi censiti sul territorio nazionale presenta criticità strutturali significative che ne limitano l’accessibilità e la piena fruibilità. Un dato che mette in evidenza la necessità di investimenti mirati per eliminare le barriere architettoniche, ammodernare gli impianti e garantire a tutti, indipendentemente dalle proprie condizioni fisiche, la possibilità di praticare attività sportiva in sicurezza e in condizioni di pari opportunità.

ExpoAid 2026 di Rimini

L’Inclusive Padel Day si è svolto negli stessi giorni in cui, a pochi chilometri di distanza, Rimini ha ospitato ExpoAid 2026, seconda edizione della manifestazione dedicata al mondo della disabilità e promossa dal ministero per le Disabilità. Dal 25 al 27 giugno il Palacongressi ha accolto associazioni, istituzioni, famiglie e operatori provenienti da tutta Italia per confrontarsi su temi come lavoro, autonomia, progetto di vita e sport inclusivo. Oltre seimila i partecipanti registrati, 250 le associazioni coinvolte nell’organizzazione, 35 le federazioni e associazioni sportive rappresentate. Un segnale di come l’inclusione debba essere sempre più al centro del dibattito pubblico e delle politiche nazionali.

«Si è concluso con una straordinaria partecipazione ExpoAid 2026 – “io, Persona di valore”. Nella tre giorni di Rimini più di 6000 partecipanti di cui almeno 1800 persone con disabilità, oltre 50 seminari, 250 associazioni coinvolte, 140 stand, 50 ore di attività laboratoriali, ma soprattutto la volontà di guardare al futuro con la consapevolezza che il cammino iniziato continua con sempre più coraggio e determinazione». Così la ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli nel corso della cerimonia di chiusura di ExpoAid 2026, il più grande evento nazionale istituzionale che ha coinvolto persone, famiglie, professionisti e il mondo del Terzo settore e dell’associazionismo italiano che si occupa di disabilità.

«ExpoAid ha dimostrato quanto il nostro Paese sia pronto a raccogliere la sfida di una società sempre più attenta, inclusiva e che sta già cambiando – ha sottolineato -. In un tempo in cui il dialogo avviene spesso a distanza, abbiamo voluto creare una piattaforma non virtuale che ha consentito di confrontarsi, ascoltare testimonianze, esperienze e scambiare buone pratiche che hanno visto protagoniste le persone con disabilità, le loro famiglie, gli enti del Terzo settore, le istituzioni, il mondo dell’impresa e dell’innovazione».

Gli oltre 50 seminari hanno acceso focus su temi fondamentali quali lavoro, autonomia e vita indipendente, sport, malattie rare, Progetto di vita, nuove tecnologie, emergenze. I laboratori di lavorazione della stoffa, costruzione di strumenti musicali e preparazione di biscotti e piadine hanno coinvolto direttamente ragazzi con disabilità che sono stati gli insegnanti di tecniche e metodologie per tutti gli iscritti al corso. Al Palacongressi la ristorazione è stata interamente gestita da 30 associazioni provenienti da tutta Italia, con il supporto della Federazione Italiana Cuochi, e in particolare del Dipartimento Solidarietà e Emergenza.

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