Viaggio nella “Catastrofe” dell’adolescenza, con gli occhi di Nina e Ruben

Crescere attraverso la presa di distanza dai propri genitori, spezzando la catena del confronto con chi ci ha messo al mondo e non incarna più l’ideale di perfezione che esiste negli occhi dei bambini. Fratture destinate a risanarsi nell’età adulta. L’adolescenza, quando è un processo sano, impone una resa dei conti, un confronto, un distacco per permettere ai ragazzi e alle ragazze di trovare un propria strada, crescere e maturare, come altro, diverso da madre e padre. Cercando una personale via autonoma.

Anche Ruben e Lina, due adolescenti che vivono in Abruzzo negli anni Duemila, sono chiamati ad attraversare questo processo a volte doloroso, ma in più hanno una storia difficile alle spalle. Uno idolatra il padre morto tragicamente, l’altra non accetta la sparizione della madre nella grande Catastrofe che ha sconvolto il paese. L’amicizia tra i due ragazzi è un po’ un filo rosso che lega tutte le pagine del libro e li salva, al termine di un  percorso pieno di ostacoli. Sullo sfondo c’è l’estate di un paese abruzzese di fantasia, Lume, sospeso su una tragedia che ha colpito tutte e tutti, sconvolgendone le vite.

A questa crescita personale di Ruben e Lina, spesso accompagnati nelle loro scorribande dall’amico Niccolò, si mescolano elementi magici, il mistero, la fede, la superstizione che aleggiano attorno alla grande Catastrofe e alla visione della “ragazza di luce” che ha accompagnato la grande Catastrofe. Un evento che incarna  non solo la paura di terribili eventi naturali come il terremoto dell’Aquila, o il recente tifone che ha colpito Niscemi, ma che diventa anche metafora del passaggio burrascoso dall’infanzia all’età adulta. La grande Catastrofe  ha sconvolto il paese e ha costretto Nina e Ruben a fare più in fretta del normale, e in maniera più netta, i conti con fardello del passato e i drammi dei loro genitori.

“La ragazza di Luce” è tutto questo e anche altro. Avvincente e appassionante, con pagine da noir, questo romanzo di esordio di Germano Antonucci, giornalista, offre un viaggio catartico per adulti che hanno ancora delle partite aperte con la propria adolescenza e con i propri genitori. Ma al netto dell’ambientazione in un mondo ancora senza smartphone dove i cd la facevano da protagonisti, offre anche ai giovani di oggi uno strumento per capire la necessaria frattura e la necessaria messa in discussione del rapporto con il mondo adulto, con le figure adulte di riferimento.

La scrittura è precisa, diretta, tagliente. Non una parola o un aggettivo in più o in meno. Lettore ideale, si legge in quarta di copertina, è «chi ha avuto un rapporto conflittuale con i propri genitori o chi invece li ha mitizzati: chi è convinto che l’adolescenza e la provincia siano costellate di crepe. Chi ama le opere giovanili di Enrico Brizzi e Niccolò Ammanniti».

Antonucci è abruzzese d’origine e vive a Milano. Ha lavorato come giornalista per il Corriere della Sera e Vanity Fair; attualmente è responsabile dei contenuti digitali di Mediaset.

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Titolo: “La ragazza di luce”
Autore: Germano Antonucci
Editore: Terrarossa Edizioni
Prezzo: 16 euro

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