La ricerca accademica è una cosa (solo) da maschi?

pexels-artem-podrez-5726794

Nelle università e della ricerca le donne restano indietro. Ma non certo per la qualità dei loro studi o la loro preparazione. Nel mondo, le accademiche sono tendenzialmente pagate meno, fanno meno carriera e possono arrivare anche a ricevere meno credito per il loro contributo in studi pubblicati come coautrici. Una ricerca americana lo rilevava, per esempio, per le economiste.

Tutto ciò già ben prima della pandemia che, dati alla mano, ha  acuito ancora di più le diseguaglianze. I pregiudizi di genere negli ambiti accademici persistono a tutti i livelli e toccano una grande varietà di aspetti. Influiscono su assunzioni e stipendi – negli Stati Uniti e in Canada il gap salariale su dati 2018 e 2019 tra Ph.D. si aggirava attorno ai 18mila dollari annui. Incidono sulle possibilità di avanzamento professionale – oltre a tutto il resto, le donne subiscono uno stop nel momento in cui hanno figli.

Possono avere effetti sulle scelte degli ambiti di studio, a loro volta collegate alla ripartizione e quantità di finanziamenti disponibili gli uomini sono sovra-rappresentati, per esempio, nei settori dell’informatica e ingegneria. Due ambiti, tra l’altro generalmente meglio pagati. Senza contare quanto una sbilanciata proporzione nei luoghi decisionali di un genere rispetto all’altro determini il persistere delle differenze nelle scelte.

Il tema della promozione della parità nella ricerca è una delle priorità delle politiche di sviluppo della Commissione europea che dedica per questo appositi fondi attraverso i piani di Horizon 2020. Uno di questi a inizio febbraio è andato al progetto quadriennale Mind the GEPs (Modifying Institutions by Developing Gender Equality Plans) che lavora sul futuro delle pari opportunità nel settore accademico.

Un successo che parla molto italiano visto che capofila del consorzio internazionale è CIRSDe (Centro Interdisciplinare di Ricerche e Studi delle Donne e di Genere) dell’Università di Torino e con la Prof.ssa Cristina Solera alla direzione scientifica. Questa collaborazione europea vede affiancate all’Italia realtà operanti in Spagna, Irlanda, Polonia, Serbia, Svezia e Paesi Bassi. E il contributo di gruppi inseriti nelle università, nei centri di ricerca pubblici e privati, nelle case editrici e nelle aziende. Il primo passo del progetto, attualmente in corso, è la raccolta e la mappatura di dati quantitativi e qualitativi per arrivare a disegnare piani e interventi di contrasto delle disuguaglianze di genere. Dopotutto, no data, no policy!

È ormai assodato: per affrontare questioni di parità di genere non si può più lavorare per compartimenti stagni. Irrealistici i piani di sviluppo che non includano gli uomini. Non sono efficaci le iniziative rivolte solo a questo o quell’ambito. Il discorso sulla promozione dell’uguaglianza deve essere affrontato a tutto tondo, ovunque nel mondo. Mind the GEPs in questa fase di raccolta e analisi dei dati sta già lavorando in questo senso: guardando alle cause delle disparità per valorizzare il potenziale di tutti, ricercatori e ricercatrici. E arrivare, poi, a integrare la dimensione di genere nel mondo accademico.

Andando oltre le già importanti iniziative del passato, il progetto si muove attorno a cinque principi guida che, tra l’altro, rappresentano bene una sintesi della situazione. Ne chiariscono le sfide e le priorità da fronteggiare che vanno dall’attenzione alle dimensioni culturali, materiali e istituzionali delle scelte, al coinvolgimento diretto degli uomini. Una barriera dura da smantellare è proprio la questione della divisione delle responsabilità familiari. Per completare la rivoluzione, è necessario infatti promuovere non solo il tema della presenza femminile al lavoro retribuito, ma anche affrontare la questione della partecipazione maschile agli impegni di cura familiari non pagati. E, nello spirito dell’interdisciplinarità guardare a tutte le discipline, dalla sociologia all’economia, dalla psicologia alle materie STEM.

***

La newsletter di Alley Oop
Ogni venerdì mattina Alley Oop arriva nella tua casella mail con le novità, le storie e le notizie della settimana. Per iscrivervi cliccate qui.