Altri due femminicidi: due donne uccise in Veneto e in Calabria

scritto da il 25 Novembre 2020

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Altri due femminicidi. Due donne sono state uccise, una dal marito e l’altra dall’uomo con cui aveva una relazione. La Giornata mondiale per la lotta alla violenza contro le donne si appesantisce di altre due vittime. Dall’inizio dell’anno le donne uccise in Italia, secondo i dati dell’Eures, sono 91. Di queste 81 sono femminicidi, donne uccise dagli uomini in quanto donne.

Il femminicidio di Padova: muore una donna di 30 anni
Un uomo di 40 anni ha ucciso la moglie, 30 nni, con una coltellata al petto, ferendola da parte a parte. L’omicidio è avvenuto a Cadoneghe, in provincia di Padova, proprio nel giorno contro la violenza sulle donne. L’omicida si chiama Jennati Abdefettah, ha 40 anni, è di origine marocchina e fa il magazziniere. I tre figli che abitavano con la coppia sono stati affidati a un’amica della madre che abitava vicino a loro. A chiamare i carabinieri è stato proprio l’omicida nella notte. La donna è stata trovata distesa nel suo letto. In passato, riportano le agenzie, sembra che la donna avesse denunciato il comportamento violento del marito, ma poi aveva ritrattato.

Il corpo di una donna nascosto sugli scogli in Calabria
Un uomo è stato sottoposto a fermo del pm perché ritenuto l’autore dell’omicidio della donna di 51 anni il cui cadavere è stato trovato nascosto tra gli scogli a Stalettì, in Calabria. Si tratta di un 36enne di Badolato che, secondo le prime indagini, aveva una relazione extraconiugale con la donna. L’uomo è accusato di omicidio, con l’aggravante di aver commesso il fatto nei confronti di una persona a lui legata da relazione affettiva, per motivi abbietti e con premeditazione, nonché per il reato di occultamento di cadavere. L’ultima volta la donna era stata vista lunedì mattina dai sui datori di lavoro, una famiglia del catanzarese dove faceva le pulizie.

Ultimi commenti (3)
  • ezio |

    Gentile Chiara,
    lei esprime e riconferma le mie osservazioni in merito ad una generalizzazione non condivisibile, così mi permetto di aggiustare, secondo il mio punto di vista le sue frasi chiave del confronto da chiarire:
    “Quando parliamo di femminicidi parliamo dell’uccisione di donne da parte di uomini, nella maggior parte in ambito affettivo e familiare, a causa del loro essere donne (NON DONNE/FEMMINE, MA LA DONNA SBAGLIATA). Considerate cioè di proprietà degli uomini, funzionali agli uomini (NON AGLI UOMINI/MASCHI, MA A QUELL’ UOMO SBAGLIATO, MALATO ED OSSESSIVO”.

    Questo per un minimo di rispetto verso tutti gli uomini sani e rispettosi, ma anche per tutte le donne che credono nella vita di coppia, alle quali bisogna offrire strumenti di difesa (girare i tacchi), non terrore e pregiudizi.

  • Chiara Di Cristofaro |

    Gentile Ezio, grazie per l’attenzione. Quando scrivo “in quanto donne”, parlo di femminicidi. Una donna può essere uccisa per mafia, per un furto, da un uomo o da una donna. Quando parliamo di femminicidi parliamo dell’uccisione di donne da parte di uomini, nella maggior parte in ambito affettivo e familiare, a causa del loro essere donne. Considerate cioè di proprietà degli uomini, funzionali agli uomini. Qui non parliamo di sani rapporti di coppia, non c’è relazione né amore. C’è violenza. Un’ultima cosa: il mio consiglio alle donne è di girare i tacchi – come dice lei – al primo schiaffo, non al terzo.

  • ezio |

    “Dall’inizio dell’anno le donne uccise in Italia, secondo i dati dell’Eures, sono 91. Di queste 81 sono femminicidi, DONNE UCCISE DAGLI UOMINI IN QUANTO DONNE.”
    Non comprendo e non accetto questa definizione, s’indendeva dire “uccise dai mariti o dai compagni”, perché la malsana ragione non è perché donna, ma perché proprio quella donna, loro compagna/moglie avrebbe……
    Non ci sono in giro per il mondo uomini che uccidono le donne perché sono donne, ma per qualche malato/malsano motivo tutto personale dell’omicida, verso una sua personale vittima prescelta, che lo rifiuta, lo tradisce, gli sottrae i figli, lo domina, lo denigra, ecc…ecc…
    Questa generalizzazione di comportamenti di genere, a mio parere sono razzisti e pregiudiziali per un sano rapporto di coppia tra uomini e donne in buona fede e con molta speranza di relizzare il loro sogno di una vita insieme.
    Non mi stancherò mai di ripetere ad ogni occasione il mio consiglio alle donne, che al terzo schiaffo ricevuto, meglio girare i tacchi e lasciare l’energumeno potenziale pericoloso e violento, prima che sia troppo tardi e senza sperare inutilmente di cambiargli il carattere.