Gli dei notturni e le vite sognate. Letture al tempo del Coronavirus.

Danilo Soscia, Gli dei notturni, Minimum Fax

Danilo Soscia, Gli dei notturni, Minimum Fax

Viviamo come sospesi. Lo abbiamo sentito dire tante volte, lo abbiamo letto, lo sappiamo: Il tratto che distingue questi giorni di una primavera inedita è l’attesa. Il coronavirus ha cambiato tutto. I ritmi e i riti di oggi sono profondamente diversi da quelli di ieri. E il domani, a quanto pare, dobbiamo inventarcelo di sana pianta.

Il buio nel quale siamo piombati – per dirla con Francesco, solo, sotto la pioggia che batte piazza San Pietro – è metafora che ci descrive. E ci riporta a una dimensione che sembra appartenere più al sogno che non alla realtà.

L’onirico come via di fuga produce, certamente, in ognuno di noi materiale sul quale lavorare. Chi è abituato a scavare dentro di sé, si sarà fatto trovare pronto ed è avvantaggiato in queste ore; ma chi l’esercizio non lo ha mai praticato è oggi più confuso che mai.

È legittimo allora chiamare in aiuto anche la lettura. Come dentro a una grande vasca si tenta l’immersione, come a volere inabissarsi lentamente dentro desideri e paure che dal profondo di noi prendono forma: lo si può fare, servendosi di una raccolta di racconti appena data alle stampe.

Gli dei notturni è un libro che Danilo Soscia – studioso dell’Oriente ed esperto proprio di Cina – ha scritto quando ancora ci trovavamo nel mondo di ieri. Esce per Minimum Fax, con il sottotitolo di Vite sognate del ventesimo secolo. È gennaio, di questo venti venti. Siamo perciò nel momento che precede, immediatamente, la linea di confine. Un fotogramma, anticipa la lettura. In una quarantina di racconti brevi, l’autore traccia il perimetro del Novecento e riporta alla memoria personaggi che lo hanno attraversato e riempito, in carne e ossa; uomini e donne la cui ombra si è poi allungata fino a toccarci.

A partire da Aldo Moro dei giorni della prigionia, passando per Giulio Andreotti; l’indimenticato e indimenticabile Pier Paolo Pasolini, la cui lucidità sarebbe stata in questi mesi difficili faro di valore inestimabile. Si procede condividendo lo spazio con personaggi cupi come Saddam Hussein e poi altri, coloratissimi ed estremi, come Moana Pozzi o Marilyn Monroe.

È Virginia Woolf che chiude la raccolta, con i suoi diari che hanno guidato i passi dell’autore. Rivolge allo scrittore – che immaginiamo incedere con l’andatura di un sonnambulo, tra i mondi che attraversa – diffidenza e ostilità: “chi sei tu che vieni a chiedermi conto dei sogni che faccio, che pretendi io li riduca in figura come farfalle infilzate su uno spillo o santi asessuati sui vetri di una chiesa”. Ma il passo incerto fin dentro alle viscere del viaggio spinge in avanti e conduce il lettore a una dimensione intima. Qui si ritrovano empatia, quasi compassione, e il culmine di una speranza condivisa: “lasciamo ad altri i brutti sogni”.

Un libro con uno stile e un ritmo unici, differenti a ogni fermata. Un’opera certamente impegnativa se affrontata con i soli strumenti della logica. Una raccolta che sceneggia una realtà altra, teatrale e pittorica che va intuita forse più che osservata. È letteratura che ci regala il cinema, da quello di Fellini a quello di Alfred Hitchcock che traduce Dalì sul set di Spellbound, e che forse, in fondo, si trova davanti ai nostri occhi appena rovesciamo lo specchio.


Titolo: “Gli dei notturni. Vite sognate del ventesimo secolo”
Autore: Danilo Soscia
Editore: Minimum fax
Prezzo: 18 euro