Obama, le donne e la rottamazione di Renzi in salsa 2.0

scritto da il 19 Dicembre 2019

ada272c9-421f-453c-bcac-8c709ec2c32c

Le donne? «Sono indiscutibilmente migliori degli uomini».  A governare, si intende. Parola di Barack Obama, due volte presidente degli Stati Uniti d’America. Uno dei più amati, dei più carismatici. Un presidente con una visione. Con una moglie che – chissà – potrebbe incarnare il terzo mandato Obama alla Casa Bianca. E con due figlie femmine di cui è sempre stato un grande supporter. L’endorsement alle donne è avvenuto a Singapore qualche giorno fa. Nel suo discorso, l’ex presidente sosteneva che secondo lui gli Stati avrebbero ottenuto miglioramenti significativi,  sia negli standard di vita che nei risultati, se solo fossero gestiti dalle donne.

Non è tutto. Sempre davanti alla platea dell’Expo di Singapore l’ex presidente Obama ha aggiunto: la maggior parte dei problemi deriva dal fatto che ci sono persone anziane aggrappate alle loro posizioni di potere, e la maggior parte di queste persone sono uomini. Ed eccola qui, l’intuizione che spariglia le carte. La rottamazione 2.0. Alla prima Leopolda, Matteo Renzi aveva capito solo in parte, come stavano le cose. Non bisognava solo rottamare chi ormai aveva fatto il proprio tempo. Bisognava rottamare gli uomini. Una rottamazione non solo generazionale, insomma, ma anche di genere.

Spazio dunque all’emendamento alla Legge di Bilancio appena votato in commissione al Senato, che prevede  un innalzamento delle quote rosa nei cda dal 30% attuale al 40%. E ben venga anche la sfida tutta al femminile per candidarsi a guidare di Forza Italia: da una parte Mara Carfagna, dall’altra Maria Stella Gelmini. Donne, e giovani. Così come giovane e donna è la nuova premier della Finlandia, Sanna Marin.

Quello che servirebbe adesso è una nuova Leopolda, un palcoscenico da cui lanciare questa evoluzione della rottamazione. C’è un partito che sarà capace di farlo? C’è una piazza – di sardine? – da cui possa partire questo messaggio? O siamo il Paese dove di una persona come Nilde Iotti, antifascista e prima presidente donna della Camera, c’è chi si permette di dire che era brava a letto?

Ultimi commenti (2)
  • Elisa |

    Maria, guardi che quella frase volgare e offensiva è stata riportata recentemente su Libero, la giornalista qui la sta proprio criticando. Dio mio ma è diventato così difficile leggere e capire un testo??

  • Maria |

    Sappiamo solo dire che era brava a letto Nilde Jotti?? Ma cosa le è preso? la invito a togliere quella frase offensiva, violenta e volgare. Quel “sappiamo” forse appartiene alla sua conoscenza di Nilde Jotti, ma questo non la autorizza a insultarla dalle colonne di un giornale.