Corpi che parlano: in mostra a Milano le ferite della violenza sulle donne

scritto da il 21 Novembre 2019

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“Spesso le donne che giungono in pronto soccorso, non sapendo ancora nominare ciò che loro è accaduto, non dichiarano di aver nell’immediatezza di aver subito violenza. Questo ha un nome: Sindrome di Procne. Però i corpi, le lesioni parlano per loro e raccontano di vertigini di orrore quotidiano. Chi accoglie deve saper decodificare i silenzi, attribuire la giusta dimensione alle lesioni incompatibili con quanto narrato”. Maria Grazia Vantadori, chirurga referente per il Centro Ascolto e Soccorso Donna CASD del Pronto soccorso ASST Santi Paolo Carlo, racconta così la mostra, realizzata dall’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano e da Fondazione Pangea Onlus, inaugurata oggi 21 novembre, nell’atrio centrale dell’Ospedale San Carlo di Milano.

L’idea della mostra è nata proprio dall’esperienza del Centro Ascolto Soccorso Donna dell’Ospedale San Carlo, insieme a Fondazione Pangea che da oltre venti anni è impegnata in progetti di empowerment economico e sociale al fianco delle donne, in Italia come nel resto del mondo. “Con la rete Reama, la Rete per l’empowerment e l’auto mutuo aiuto, nata ormai un anno fa, abbiamo voluto fare un passo in più non solo per creare intorno alle donne che vivono la violenza un circuito di persone, professioniste e realtà in grado di supportarle ma anche per chiedere la reale applicazione della Convenzione di Istanbul che, ad oggi, rappresenta lo strumento più efficace per la prevenzione e il contrasto della violenza sulle donne”, afferma Simona Lanzoni, vice presidente di Fondazione Pangea e coordinatrice della rete Reama.

 A realizzare le immagini per l’esposizione la fotografa Marzia Bianchi,  collaboratrice di Pangea – Reama, che si è ispirata alle parole delle donne accolte dallo sportello antiviolenza on line di Reama e ha trasformato la narrazione in immagini. A corredo della mostra di fotografica e di radiografie, anche un’istallazione dell’artista milanese e omonima della fotografa Marzia Bianchi, dal titolo Ti vedo attraversoe un convegno “Insieme si può” che, oltre a presentare la Rete per l’empowerment, ha focalizzato l’attenzione sull’importanza del lavoro in rete, come strumento per l’intera società, per denunciare, contrastare e uscire, appunto, dall’invisibilità.

Di piano nazionale, fondi, norme e  azioni concrete nella lotta a un fenomeno radicato nella società come la violenza sulle donne si parlerà al convegno nella sede del Sole 24 Ore organizzato da Alley Oop-Il Sole 24 Ore dal titolo  #NONSEISOLA – #SEMPRE25NOVEMBRE

Per registrarsi basta cliccare qui

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Ultimi commenti (1)
  • vincenzo domenico nobile |

    Salve,
    la presente per chiedere info e contatti sulla Mostra “La violenza attraverso i raggi X” e “Ti vedo attraverso”. La nostra associazione vorrebbe poterla ospitare nel Comune di Copertino, in provincia di Lecce.
    Già in passato abbiamo ospitato la mostra “Com’eri vestita?” di Libere Sinergie in collaborazione con la rete dei CAV “SanFra” che opera nel nostro territorio, con Rinascita Coop. Soc. e ARCI LECCE per il tema della tratta delle donne, vantando importanti patrocini e partenariati tra cui la Presidenza della Regione Puglia, la Provincia di Lecce, l’Unione dei Comuni Union3, l’Associazione nazionale dei Sociologi e dei Criminologi e altre partnership.

    Sarebbe possibile avere un contatto telefonico e avere informazioni su come eventualmente poter collaborare con Voi al fine di promuovere la mostra qui a Copertino.
    Lasciamo nostro contatto di telefono cellulare: 3270028150.
    In attesa di Vs. cortese riscontro, porgiamo cordiali saluti.

    Vincenzo Domenico Nobile