Giro Giro Tondo: il Triennale Design Museum 10 è dedicato al “design for children”

scritto da il 07 Aprile 2017

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“Tutti i grandi sono stati bambini una volta. Ma pochi di essi se ne ricordano”  —Antoine de Saint-Exupéry

Probabilmente è stato proprio questo uno degli spunti per la decima edizione del Triennale Design Museum a Milano, l’allestimento tematico che ormai da dieci anni cerca di rispondere alla domanda “Che Cosa è il Design Italiano?” offrendo punti di vista e percorsi inediti sulla tematica.

Dopo il successo della nona edizione riservata alle donne dal titolo “Women in Italian Design”, la direttrice del Triennale Design Museum Silvana Annichiarico dichiara che con la mostra del 2016 “siamo riusciti a scardinare un punto di vista tipicamente maschile”. E ora si ricomincia da capo, raccontando una nuova storia del design italiano dedicata al mondo dell’infanzia per rimettere al centro il bambino, perché in fondo tutti gli adulti sono stati bambini, come diceva Saint-Exupéry.

Perché è stata scelta questa tematica per il nuovo museo temporaneo del design? La curatrice spiega che non è stata mai scritta in maniera strutturata la storia del design legata al mondo del bambino e inoltre il bambino stesso si trova sempre sempre al centro di un continuo paradosso: è il principe della casa ma non ha uno statuto di autonomia. Se pensiamo all’etimologia della parola “bambino” vediamo infatti che deriva da “babbeo”. Vogliamo modellarlo a nostra immagine e somiglianza ma i suoi diritti vengono sanciti solo nel 1959 dall’ONU. Per finire nel 1959 in Triennale si apre il primo “Salone del bambino”, in uno spazio di oltre 10.000 mq. Nello stesso anno, sempre nel Palazzo dell’Arte inizia anche l’avventura dello Zecchino d’Oro, presentato dal mitico Mago Zurlì, Cino Tortorella, recentemente scomparso. Sette anni dopo anche Walt Disney in persona visiterà il Salone dedicato al bambino proprio alla Triennale.

Arredi di design in mostra - foto Ilaria Defilippo

Per scrivere questo racconto, Silvana Annichiarico si è affidata ad un team di curatori per riuscire a creare un racconto a più voci, anche dissonanti, cercando di restituire “un’idea di grande vitalità, come in un’aula di scuola”, spiega.

Chiama Stefano Giovannoni, architetto e designer dal tratto riconoscibilmente pop, ad occuparsi dell’allestimento. Ad accogliere il visitatore, prima ancora di accedere al ponte di ingresso, la grande faccia di Quadratino, rivisitazione del grafico Giorgio Camuffo del celebre personaggio inventato nel 1910 da Antonio Rubino e comparso sulle pagine del “Corriere dei Piccoli”. Dal ponte sospeso si accede alla sala Ouverture che introduce all’esposizione: qui grandi oggetti fuori scala del design italiano sono i protagonisti della scena, creando un paesaggio immaginario, un giardino incantato che rimanda al romanzo di Lewis Carroll “Alice nel Paese delle Meraviglie”.

La mostra è concepita come un grande playground, dove un pavimento in morbida gomma antitrauma (la stessa dei parchi gioco) avvolge pedane ed elementi espositivi e narrativi come la Gradonata, la Casetta, il Libro di Pinocchio, l’Edicola, l’Osso e la Balena che accentuano ulteriormente la connotazione ludica di tutto l’allestimento.

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Entriamo nel vivo della mostra. La prima sezione è dedicata agli Arredi, a cura di Maria Paola Maino, che ripercorre la storia del Novecento attraverso opere originali della Collezione di arredi per l’infanzia Marzadori. È Luca Fois con Renato Ocone ad occuparsi dei Giochi e del giocattolo; a Fulvio Irace invece il compito di indagare il tema dell’Architettura di scuola e asili, cominciando dalla “Casa dei Bambini” di Maria Montessori a Roma, datata 1907. Pietro Corraini cura la sezione Segni dedicata a libri e grafica, mentre Maurizio Nichetti si occupa del tema delle Animazioni. Francesca Balena Arista fa un excursus storico fra gli oggetti che i bambini hanno manipolato e manipolano ancora oggi nelle ore di scuola nella sezione Strumenti. Queste sezioni sono intervallate da focus dedicati a figure di rilievo nel mondo del design e dell’education come Bruno Munari (raccontato dal figlio Alberto), Riccardo Dalisi, i Maestri e una figura iconica come Pinocchio.

Una mostra per far ricordare ai grandi i tempi passati, da vivere insieme ai piccoli grazie alle attività realizzate ad hoc da TDMEducation, il dipartimento didattico nato nel 2010 con un programma specifico destinato a bambini e ragazzi per avvicinarli al design attraverso visite interattive e laboratori.

Rivista Girotondo - foto Ilaria Defilippo

Una curiosità. Il titolo della mostra? Allude alla rivista di cantilene e filastrocche del 1921 illustrata interamente da Bruno Angoletta per Bruno Mondadori. Ma anche al vassoio Girotondo di Giovannoni per Alessi, un progetto del 1989 diventato una vera e propria icona.

GIRO GIRO TONDO, Design for Children | Triennale Design Museum 10
Triennale di Milano
fino al 18.02.2018
triennale.org