Claudia Parzani

Mi piace pensare che sono una che costruisce ponti, ma per chi mi osserva sono un avvocato, una manager e faccio anche qualche altro lavoro. Ma questo è appunto il lato business. Che amo, ma e’ solo il mio lavoro! Il cuore batte (più forte) per le cose in cui credo. Cerco un mondo più equilibrato, diverso, con tavoli lunghissimi che abbiano sedie per tutti. Un mondo fatto di gentilezza e rispetto. Ho tre figlie stupende da un ex marito a cui voglio molto bene, un cane che aspira tutto e un fidanzato che adoro.
01 Gennaio 2020

Anno nuovo? 5 lezioni da portarsi dietro nel 2020

        Rispondevo agli auguri arrivati per Natale con pensieri per il nuovo anno e mi chiedevo quale fosse l’augurio più bello … allora, il più bello … Trovato! Mi esce ad alta voce e con una certa soddisfazione un “E che sia un anno sereno”. Non lo avessi mai detto! Le mie figlie prima ridono e poi in coro cominciano, sereno sa di “super vecchio”, tipo naftalina o qualcosa ripulito dalla muffa, di poco eccitante, di noioso. Che se fosse un colore sarebbe grigio, un profumo, muschio o bosco dopo la pioggia, e una forma, una cosa piatta, che non si nota … Non sono proprio d’accordo! Penso che la...

07 Dicembre 2019

Giordania, un rifugiato ogni 10 abitanti. Come possiamo aiutare?

    Il viaggio è finito. E’ durata pochi giorni, ma il tempo non è l’unica unità di misura. Qui ci sono stata forse alcuni mesi se conto le emozioni provate, le facce incontrate, i sorrisi scambiati, i bambini che ho accarezzato. Non mi sento particolarmente riposata, è come se avessi viaggiato a lungo a piedi, rilassata nella mente, affaticata per il resto. Ma cosa riporto a casa? Ho visto paesaggi nuovi. Visitato due città molto diverse. Una, Zaatari, fatta di latta, estesa, bassa. Una città chiusa da cui entrare e uscire è complicato, divisa in distretti organizzati come aree urbane, con scuole e ospedali,...

04 Dicembre 2019

Diario di viaggio fra i rifugiati: il centro UNHCR di Amman

      Ho preso una vacanza.  Come sempre sono partita con il mio piccolo trolley camouflage, unico bagaglio a mano, leggero di contenuto, pieno di voglia di esplorare, curiosare, imparare tutto di questa nuova terra, della sue radici, dell’aria che si respira, del profumo dei suoi cibi, dei modi della gente, dei loro sogni e delle loro paure. Così, ieri mattina mi sono svegliata in vacanza.  Come facevo spesso sin da ragazzina, ho pensato di essere una di loro. Mi ha sempre divertito questo gioco. Come è vivere al mare, o in una grande metropoli americana, o in un villaggio sperduto in montagna di inverno? Per capire e...