Strage di Capaci, un corteo per riappropriarsi delle periferie romane

scritto da il 24 Maggio 2018

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C’è un Municipio a Roma, il VII, che copre un vasto territorio che va da Appio-Latino fino a Cinecittà, Nuova Romanina e Nuova Tor Vergata. Arriva da zone limitrofe al centro fino alla periferia. Un territorio molto popoloso e variegato all’interno del quale c’è stato il raid al bar di via Barzilai, con quattro arresti tra i Casamonica.  In questo territorio, grande come una media città italiana, ci sono zone dove scarseggiano gli spazi di socializzazione e il verde, dove c’è povertà e manca l’inclusione. Fornendo, dunque, terreno fertile per il proliferare della criminalità. Per questo il 23 maggio, anniversario della strage di Capaci, AP-Accademia polare dell’antimafia e dei diritti (un progetto nato da un’idea di Associazione daSud e aperto ad altre associazioni), ha scelto di ricordare l’omicidio di Giovanni Falcone, della moglie Francesca Morvillo e degli agenti della scorta ad opera della mafia, attraverso un corteo che partirà da Piazza Don Bosco per arrivare a via Giuseppe Messina dove si terrà la manifestazione vera e propria. Partecipano studenti, docenti e associazioni.

   L’iniziativa si legge all’interno di un più ampio disegno: quello, racconta Danilo Chirico, presidente di Associazione daSud, di riappropriarsi “simbolicamente delle strade. Nelle periferie avviene quello che avviene nel Sud d’Italia, le associazioni a delinquere mettono in campo un vero e proprio welfare parallelo, fornendo dal posto di lavoro all’assistenza alla casa. Noi vogliamo contrastare questo fenomeno, facendo un corpo a corpo con il disagio e il degrado da una parte e la criminalità dall’altra, nel tentativo di occupare quanto più spazio possibile. Bisogna far capire a tutti i ragazzi che vivono in zone disagiate che non hanno la strada segnata”.

Sempre nell’ampio territorio del VII Municipio, Associazione daSud sta coltivando un altro progetto: raccogliere i fondi necessari per costruire una biblioteca all’interno di una scuola, l’istituto tecnico “Enzo Ferrari”, e aprirla ai cittadini del quartiere.  Nell’istituto l’associazione lavora già da tempo, è entrata a far parte dell’offerta formativa, va settimanalmente nelle classi e cerca anche di aprire la scuola al territorio circostante. Sta inoltre portando avanti un percorso di valorizzazione e recupero delle strutture: l’aula magna è diventata un teatro,  sono stati organizzati corsi di fumetti aperti agli studenti della scuola, ma anche a ragazzi esterni.  Ora è la volta della biblioteca, rimasta chiusa per 10 anni.  Sulla piattaforma Produzionidalbasso.com il 7 maggio scorso è partita la campagna per raccogliere i fondi necessari alla ristrutturazione: l’iniziativa è stata avviata da Associazione da Sud due anni fa, insieme ad altre realtà sempre nell’ambito del progetto AP-Accademia popolare dell’antimafia e dei diritti. Per iniziare i lavori servono 15mila euro, per terminarli 30mila.  “Stiamo chiedendo i soldi alle fondazioni private, ai cittadini, stiamo organizzando eventi per raccogliere fondi”, spiega Chirico. L’obiettivo è partire a luglio con il cantiere per aprire la biblioteca con l’inizio del nuovo anno scolastico.

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