Patti di famiglia, ricambio generazionale e strategie di crescita di Illycaffé raccontate dalla quarta generazione degli imprenditori

scritto da il 21 Marzo 2017

daria-cambridge-02A Trieste raggiungere illycaffè è semplice: arrivati nella zona industriale, si segue il profumo di caffè. Non si può sbagliare. Entro in azienda e, inaspettatamente, mi accoglie Anna Illy che da oltre 50 anni è la vera padrona di casa e che per decenni, con il marito Ernesto Illy e i quattro figli, ha guidato i vertici aziendali di illycaffè ed oggi ne ricopre la carica di Presidente Onorario. Poco dopo arriva la nipote Daria Illy e in pochi semplici gesti si consuma davanti ai miei occhi un passaggio di testimone familiare e istituzionale al tempo stesso. Due donne e due generazioni a confronto. Lo sguardo e le parole che riserva alla nipote hanno il sapore dell’affetto e dell’orgoglio tipico di una nonna, ma anche la consapevolezza e la lucidità manageriale: “Daria è una donna capace e brillante. Abbiamo fatto la scelta migliore”. E se lo dice una donna che di passaggi generazionali in azienda se ne intende, c’è da crederle.

Forse perché Daria Illy incarna i valori e i princìpi che ci si aspetta da una nuova generazione al comando di un’azienda: intuito imprenditoriale, preparazione manageriale, obiettivi chiari e un innato entusiasmo per il voler fare bene. Rappresenta la quarta generazione di una delle famiglie italiane diventata ambasciatrici nel mondo del saper lavorare, generazione dopo generazione. L’unica azienda italiana che, per il quinto anno consecutivo, è stata inserita nell’elenco delle World’s Most Ethical Companies di Ethisphere per aver ottenuto i più elevati standard dal punto di vista della corporate governance, della responsabilità sociale aziendale e della sostenibilità. Inizia da qui la prima intervista che Daria Illy rilascia fresca di nomina all’interno del Consiglio di Amministrazione di illycaffè. “Questo risultato premia il nostro impegno e le decisioni aziendali che quotidianamente adottiamo nei confronti di dipendenti, investitori, clienti, azionisti. Ma è solo l’ultimo riconoscimento in ordine temporale. Illycaffè è stata infatti la prima azienda al mondo ad ottenere da DNV (Det Norske Veritas) la certificazione Responsible Supply Chain Process, che attesta la sostenibilità di tutta la filiera, dal coltivatore al consumatore. Perché la nostra attenzione è rivolta e coinvolge anche soggetti esterni come i produttori di caffè in Sud e Centro America, India e Africa, e ne migliora la vita” spiega Daria Illy a Alley Oop, aggiungendo poi: “Tutto questo rappresenta un grande motivo di orgoglio per tutti noi”.

daria-con-x7-limited-edition-biennaleNoi è una parola che ricorre spesso nella conversazione. Noi è famiglia, noi è azienda, noi è squadra. E per un’azienda familiare che ha un prodotto venduto in oltre 140 Paesi e impiega quasi 1200 dipendenti in tutto il mondo, è una parola fortemente simbolica e inclusiva. Daria Illy conosce bene i meccanismi del gioco di squadra e si è allenata a questo ruolo ancora prima di decidere di prendere parte alla vita aziendale. Dopo la laurea, inaugura in Italia una delle prime società di personal training, un’esperienza personale e professionale che anche il nonno, con lungimiranza e nel momento giusto, le consiglia di portare in azienda. “Nulla meglio dello sport allena meccanismi comportamentali manageriali. Oggi il mio ruolo in azienda è anche quello del facilitatore. Anche se non mi reputo un capo facile, le persone e le relazioni sono al centro dei miei interessi perché in un’azienda fanno la vera differenza. Le competenze, soprattutto a certi livelli, ritengo invece che siano scontate”.

Ma quali sono le competenze che ci si aspetta da un componente familiare in azienda? “Nella nostra azienda si accede con regole molto rigide e noi giovani della quarta generazione non ne siamo esenti. Siamo 9 cugini e il nostro eventuale ingresso in azienda è regolamentato dai Patti di famiglia. In questi mesi si sta concludendo il processo di revisione al quale ho preso parte attivamente. Si tratta di un documento, rivisto ogni 10 anni con la consulenza dello Studio Ambrosetti, che negli scorsi anni è stato citato a modello anche dai columnist del Financial Times. I patti regolamentano le relazioni familiari in azienda: dalla gerarchia aziendale tra familiari appartenenti allo stesso ramo familiare, al numero di componenti familiari presenti in ogni azienda fino al numero di lingue straniere e competenze che noi giovani dobbiamo avere per partecipare alla vita dell’azienda”. Per quanto ancora giovane, la sua impronta imprenditoriale è sicuramente molto forte e le sue parole sono già rivolte al senso di responsabilità nei confronti delle future generazioni: “Il mio compito all’interno del cda è quello di tutelare al meglio la vita presente e futura dell’azienda, dei dipendenti e della famiglia”.

Il 2017 sarà  un anno di svolta per illycaffè e il futuro inizia, anche, da qui. Da una giovane late millenial, come si definisce lei, che ha individuato chiaramente i suoi obiettivi per contribuire alla crescita aziendale: i giovani. Un pubblico al quale l’azienda comunica ancora troppo poco. Punterò su strumenti che conosco bene, sui social media, su una comunicazione più mirata ai consumatori giovani e sulle loro nuove modalità di acquisto attraverso l’e-commerce”. Mentre Daria Illy mi parla della nuova app che collega il proprio telefonino alla macchina del caffè, degli accordi con Amazon, delle nuove sfide professionali che la vedranno impegnata anche su fronti esterni all’azienda, mi guardo attorno e trovo significativo come questi progetti mi vengano illustrati nel cuore dell’azienda, dove tutto parla di una storia con solide radici nella tradizione. Dove ogni tazzina, piccole opere d’arte, è al posto giusto; dove le parole scritte con eleganza alle pareti raccontano di una storia di famiglia che ha avuto inizio nel 1933, di tradizione, bellezza, cultura, eccellenza, arte, design, scienza, impegno e dove tutto ha già il sapore di un Italian lifestyle. Guardo tutto questo e Daria Illy dice l’ultima delle parole che conclude e riassume perfettamente la loro visione: “Perché noi siamo animati dalla passione”. L’unico vero motore che anima le grandi aziende fatte di imprenditori ancora capaci di guardare con ottimismo al futuro.

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Ultimi commenti (3)
  • Marino |

    Complimenti x l’articolo…avrei la soddisfazione di incontrarla.

  • Daria |

    … l’equilibrio è sempre una grande sfida. La condivisione in famiglia della realta’ lavorativa ed il supporto di chi ti circonda è fondamentale. Il punto oggi non è più ‘se’ trovarlo, questo bilanciamento ma ‘come’. Circondarsi di persone positive che ti supportano, eliminare il superfluo, raccontarsi in famiglia coinvolgendo tutti nei propri challenge. Questo è….!

  • Alessandro |

    buonasera, complimenti, ma come fara’ a far convivere questo assorbimento nella realta’ familiare , e la necessaria individuazione personale? Sono impegnato in un processo analogo e per questo me lo domando.