L’evoluzione della gattara: Loredana apre un cat café

scritto da il 19 Marzo 2016

image“Abbiamo saputo che hai più di 40 anni e sei single”, dice in una vignetta un plotone di gatti che bussa ad una casa. Donna, vecchiotta, brutta: dimenticate lo stereotipo della gattara: “Anche perché è pieno di ragazzi, giovani e universitari, che danno una mano agli animali randagi”, racconta Loredana Barichello, che di anni ne ha 53 – a casa un marito, sette gatti e tre cani – e sta per lanciarsi in una nuova apertura. “All’inizio allevavo gatti di razza Maine Coon e da 15 anni ho una attività di toelettatura; sempre più spesso, però, mi portavano qui animali in cerca di una sistemazione, cucciolate, ma anche gatti rimasti soli senza l’anziano padrone”.

Lo spazio accanto al negozio era libero: lo spazio ideale per aprire – in quel di Martignacco, provincia di Udine, in Via Cividina – il primo Cat Café della Regione e forse del Nordest.
Qualcosa di simile, ma allo stesso tempo diverso, rispetto ai locali che già si trovano all’estero (Parigi, Londra), ma anche a Roma, dove c’è il Romeow Cat Bistrot, ristorante vegetariano e vegano: “L’obiettivo finale è meno commerciale: questo sarà un salotto in cui bere qualcosa, ma anche ascoltare la conferenza del veterinario che spiega come curare i propri animali, o seguire altri eventi. Vorremmo anche organizzare pomeriggi di compiti con i bambini: i gatti sapranno aiutare quelli più in difficoltà, magari per un disturbo dell’apprendimento”.

imageUn gatto ci salverà: ne è convinta Loredana, “dopo aver visto persone davvero in un momento difficile, anche di depressione, rinascere grazie al contatto con un animale. Qui potrà venire a farsi coccolare anche chi, per molti motivi, non può tenere un gatto in casa, ma trova beneficio da fusa e carezze”.

I gatti in cerca di famiglia non abiteranno al “Di Cane in Gatto”: continueranno a essere ospitati dai tanti volontari, in attesa dell’affido giusto. Ma ci sono i mici più anziani, o quelli che nessuno, sulla carta, vorrebbe mai: come Molletta, ad esempio: “Una gattina con tre zampe che vive nel mio negozio. Se metti un’inserzione non chiama nessuno, ma se ha la possibilità di farsi conoscere, lei come le altre bestiole allontanate di casa magari perché è nato un bambino, qualcuno potrà innamorarsene, e loro avranno una possibilità di vita migliore”. Fra gli “assunti” ci sono già molti mici disposti a “coccolare” gli ospiti: Paride, Tullio,Rufus, Bianca e naturalmente Molletta.

imageLo spazio del Cat café è pronto: tutto arredato con materiali riciclati o recuperati, e una grande libreria in ferro sistemata dai mariti artigiani. Sarà gestita dalla nuova associazione di volontariato che sta nascendo e verrà “ospitata” all’interno del locale, con  2mila libri da leggere coccolando un micio, o da portarsi a casa lasciando un’offerta che servirà a sfamare i randagi. Con Loredana c’è la figlia, Alexandra Niccodemi, e un dipendente Michele, ma il sogno è più grande: “Riuscire a creare qualche posto di lavoro per i tanti giovani che ancora cercano, e nonostante tutto dedicano il loro tempo agli animali”.

Ultimi commenti (2)
  • simona |

    Salve. Trovo bellissima l’idea! Anch’io amo i gatti da quando ero bambina ma mai sono riuscita a trovare un modo per riuscire a legare professione e passione. Questa idea mi piace molto e mi piacerebbe approfondire. Potrebbe dirmi i passi fatti con ASL, permessi, Comune e l’investimento che occorre per poter aprire un’attività del genere? Grazie e ancora complimenti per la splendida idea.

  • Rita |

    Ciao, sono un’amante dei gatti,ne ho due. Mi piacerebbe aprire un’attivitá come la tua a Genova. Puo dirmi che trafila hai fatto co la Asl per i permessi e piú o meno che capitale ci vuole per cominciare? Grazie