11 Febbraio 2020

Olimpiadi, nello sport si impara più dalle sconfitte che dalle vittorie

scritto da

      BUON COMPLEANNO ALLEY OOP! Che piacere e che onore poter essere blogger per un giorno. Mi presento brevemente: mi chiamo Eleonora Giorgi, come l’attrice, ma sono una marciatrice. Ho partecipato a due Olimpiadi, Londra 2012 e Rio 2016 ed ora mi sto allenando per la mia terza partecipazione a Tokyo 2020. Detengo i record italiani su 3 km indoor, 5 km e 20 km ed il record europeo sulla 50 km di marcia. Il 2019 per me è stato un anno magico: vittoria in coppa Europa e bronzo ai Mondiali di Atletica Leggera a Doha in condizioni climatiche estreme (40 gradi percepiti con un tasso di umidità dell’80%). Mi...

01 Novembre 2019

Eleonora Giorgi: "Ho attraversato il deserto di Doha e vinto una medaglia inseguita da tanto

scritto da

      Sul suo comodino c’è il volume Storie della buonanotte per bambine terribili. Eleonora Anna Giorgi, milanese, 30 anni, non è più una bambina per l’anagrafe ma per lo spirito e il suo stato mentale di sognatrice professionista è una bambina a tutto tondo ed è anche terribile, tenace, indistruttibile come ha dimostrato nella 50 km di marcia del Mondiale di atletica che si è svolto a Doha dal 27 settembre al 6 ottobre. Un calvario fra i grattacieli della capitale del Qatar, un massacro di fatica, di paura di non arrivare in fondo, di vomito e nervi da imbrigliare: Eleonora ha conquistato il traguardo e un bronzo...

23 Gennaio 2018

Women's march, il risveglio politico non solo delle donne

scritto da

    "The future is still female" "My voice, my story, my body. Unite for hope" "Time's up" "Girls just wanna have fundamental human rights"   Centinaia di cartelli su un cielo azzurrissimo, a simulare una primavera anticipata, nelle strade di New York, che hanno visto sfilare nel week end la Women's march. Centinaia di cartelli colorati con i molteplici slogan a sostegno dei numerosi temi attorno a cui sta ancora prendendo forma il movimento. Donne di tutte le età, dalle bambine di pochi mesi alle ultra novantenni, incredule di dover ancora manifestare a difesa di diritti delle donne che pensavano ormai acquisiti da...

07 Agosto 2016

Un secondo (poco) olimpico

scritto da

Non importa come mi chiamo, importa quello che faccio. Oggi è il 1° gennaio, e io sono costretto a venire in questo posto dimenticato da dio e dagli uomini, Calice di Racines, per effettuare un test. Che fa un freddo dannato, il fiato in nuvola, e a togliermi i guanti per suonare il campanello ho paura che mi si stacchino le dita. Però ci sono cose che vanno fatte, cose giuste, e oggi tocca a me. Davvero questo qua, questo Alex Schwazer, pensava di fare quello che voleva? Me lo ricordo nel 2008 a Pechino che sembrava che volasse, e poi la sua faccia nella pubblicità della Kinder, che parlava che sembrava il fratello di Heidi, e...