Deborah Dirani

Volevo fare la ballerina, ma poi mi hanno regalato una penna e l'ho usata per scarabocchiare il tutù. Così, dopo una laurea in lettere, conseguita a pieni voti con il chiaro obiettivo di insegnare latino in qualche liceo, ho coerentemente scelto di frequentare un master in giornalismo. In attesa di iscrivermi a un corso di pizzo chiacchierino, chiacchiero con carta e penna... Insomma scrivo per vivere.
09 Gennaio 2018

Se le farmaceutiche tolgono la speranza ai malati di Alzheimer

    “Ah che bello vederti, e come va col fidanzato? Ti tratta bene?”. Queste sono le ultime parole lucide che mi regalò una delle menti più brillanti che io abbia incontrato in vita mia. Era la mente di una donna straordinaria per allegria, acume, conoscenza e dolcezza. Sei mesi dopo questa donna non mi riconosceva più. Sono trascorsi 18 anni da quelle parole: 18 anni di assenza di mente e assoluta, indefessa presenza di corpo. 18 anni in cui questa donna ha smesso di riconoscere i suoi figli, non ha potuto raccontare le favole ai suoi nipoti che sono nati quando lei era già ammalata. 18 anni in cui la sua memoria si...

05 Gennaio 2018

La dama col cappellino (epitaffio a una donna coraggiosa)

    L’ultima volta che si è mostrata aveva un velo che lasciava intuire il disastro che una malattia lunga 16 anni le aveva ricamato sulla faccia. Lei, una delle donne più belle e allegre e vivaci e spudorate e narcisiste che l’Italia moderna abbia conosciuta, non si nascondeva neanche quando ognuno di noi lo avrebbe fatto, titubante e preoccupato dell’immagine di sé che regalava al mondo.   Ma nessuno di noi è stato, se non forse per qualche sprazzo di ottimistica vitalità, Marina Ripa di Meana. Nessuno di noi ha volteggiato con la sua consapevole leggiadria negli anni ’80, quelli dove Milano era da bere...

05 Gennaio 2018

Sì, questo è un uomo

    Se vivi in mezzo a una strada, se ti fai di eroina o di crack, o di colla; se il tuo primo pensiero quando ti svegli - tra il calpestio dei passanti che ti girano attorno indecisi tra la paura, la pena e lo schifo - è mettere insieme i soldi per la dose che ti farà arrivare a sera e poco importa se per racimolarli non esiterai a scippare una donna, a spaccare il vetro di una macchina, rapinare un negozio o minacciare un ragazzino, non puoi essere un eroe. Il mondo, quello che ha bisogno di essere rassicurato per mantenere un minimo sindacale di fiducia in sé, pare averlo scoperto grazie a Chris Parker, il senza tetto...