Volley femminile: week end della Coppa Italia che punta al record all’Inalpi Arena di Torino

Credits: LVF

«Era il momento giusto per fare il grande salto e regalare al nostro movimento un sogno».

Consuelo Mangifesta, responsabile relazioni della Lega Volley Femminile, racconta con queste parole la scelta di portare la Final Four di Coppa Italia Frecciarossa femminile all’Inalpi Arena di Torino, in programma sabato 24 e domenica 25 gennaio. Un evento che ambisce a segnare un nuovo record di pubblico e che rappresenta molto più di una due giorni di pallavolo.

A sfidarsi sarannno nella giornata di sabato alle 15.30 si sfideranno Prosecco DOC A. Carraro Imoco Conegliano e Igor Gorgonzola Novara, mentre alle 18 l’altra semifinale vedrà in campo Savino Del Bene Scandicci e Reale Mutua Fenera Chieri. Domenica 25 gennaio la finale alle 15.00 per cui si sta andando verso il sold out.

Un nuovo livello

Negli ultimi anni il volley femminile italiano ha imparato a misurare la propria crescita anche attraverso i luoghi che lo ospitano. «Per molto tempo non ci siamo mai spinti oltre i palazzetti da 5.000 posti. Poi, con la crescita del movimento e grazie alle importanti vittorie di club e nazionali, abbiamo alzato l’asticella: Bologna, con 8-9.000 posti, poi Roma e ora Torino, con una capienza superiore ai 12.000 spettatori» spiega Mangifesta.

Il successo non si misura solo dagli spalti pieni. Negli anni recenti, le squadre italiane e la nazionale hanno conquistato tutti i titoli in palio: Oro olimpico, Mondiale, Europeo, Mondiale per club, Volleyball Nations League, Coppe dei Campioni e Coppe CEV, la “UEFA del volley”.

Questi risultati hanno contribuito a consolidare la credibilità del movimento e a far crescere l’interesse del pubblico, creando le condizioni per eventi su larga scala come la Final Four di Torino. La scelta dell’Inalpi Arena non è casuale. Ospita le ATP Finals di tennis, uno dei grandi eventi sportivi internazionali in Italia. «È il luogo e il momento più adatto per festeggiare un anno di successi nel volley femminile italiano» commenta la ex giocatrice oggi manager della Lega.

I numeri dell’evento

Le aspettative sono alte: circa 10.000 presenze previste per le semifinali di sabato e il sold out da 12.500 spettatori per la finale di domenica. Numeri che confermano l’attrattiva crescente del volley femminile in Italia.

Negli ultimi mesi, tutti gli eventi organizzati dalla Lega sono andati sold out: dalla Courmayeur Cup, torneo precampionato, alla Supercoppa di Trieste. Queste manifestazioni rappresentano anche un volano di visibilità per sponsor, club e territori ospitanti, rafforzando l’immagine del movimento come solido e credibile, sia sportivamente sia economicamente.

Organizzare un evento di questa portata in un’arena di grandi dimensioni significa partire da un contenitore vuoto. Per riempirlo servono un format accattivante e un grande lavoro di coordinamento. Alla macchina della Final Four lavorano oltre 300 persone, supportate da 120 volontari, tutte coordinate dalla Lega Volley Femminile (LVF). L’impegno dimostra quanto le società di serie A1 femminile investono non solo sul campo, costruendo roasters con atlete talentuose e competitive, ma anche nella qualità dell’esperienza offerta al pubblico.

Un format per le famiglie

L’obiettivo è creare un weekend da vivere interamente all’Inalpi Arena: «Vogliamo che sia un grande show, ci ispiriamo ai migliori, guardiamo all’NBA» spiega Mangiafesta.

Nasce così la Fun Zone: uno spazio pensato per famiglie e giovani, in cui incontrare le atlete protagoniste, cimentarsi in piccoli campi da pallavolo, provare il sitting volley, assistere al coinvolgimento degli atleti di Special Olympics e intrattenersi tra giochi esperienze che dureranno per due giorni. Ci saranno due ospiti speciali nel pre-show: sabato 24 gennaio, giorno delle semifinali, si esibirà Rose Villain, mentre rimarrà segreto il nome di chi si esibirà il 25, in occasione delle finalissime.

L’idea è trasformare la partita in un’esperienza a tutto tondo, in cui lo sport diventa occasione di incontro, scoperta e partecipazione, soprattutto per i più giovani.

Atlete protagoniste

Uno degli elementi distintivi del volley femminile è il rapporto diretto tra atlete e pubblico. «Finalmente abbiamo personaggi riconoscibili, le cui storie vengono raccontate ovunque: Egonu, Sylla, Orro, Danesi…». Nel nostro campionato militano anche alcune delle straniere più forti al mondo e il pubblico si esalta nell’ammirare le loro performance dal vivo.

Al palazzetto si respira un clima speciale: tifoserie vicine, famiglie che si sentono al sicuro e un contatto diretto con le giocatrici che raramente si vede in altri sport professionistici. «A fine partita – racconta Mangifesta – le atlete restano disponibili: autografi, foto, tempo dedicato ai più piccoli. Gabi Guimarães, per esempio, resta in campo finché non ha accontentato praticamente tutte le bambine».

Una storia che attraversa generazioni

Per chi racconta questo sport da dentro, c’è anche un filo personale che lega passato e presente. Mangifesta è una voce storica della pallavolo italiana, ha militato nella nazionale, vinto scudetti e numerose coppe, dalla Coppa dei Campioni alla Coppa Italia.

Quando ero ragazzina guardavo le sue partite in televisione. Poi qualche anno dopo, quando giocavo in Serie A, era lei a commentare le nostre. Oggi quella stessa voce costruisce il futuro del movimento con la stessa passione di quando schiacciava palloni.

Le sfide aperte

Il momento è positivo, ma le criticità non mancano. «Il calendario così compresso è un danno per il movimento. Se potessi esprimere un desiderio, vorrei un campionato che inizi a ottobre e finisca a maggio, per realizzare tutti i progetti che altrimenti rimangono nel cassetto» osserva la manager. La Lega sta lavorando con i club per allungare la stagione e offrire nuove opportunità di visibilità anche oltre il campionato regolare.

Trasformare il successo sportivo in struttura richiede visione e continuità, perché ciò che si costruisce oggi possa durare anche quando i risultati potrebbero non arrivare in futuro come ora.«Tutto è ciclico: non si può vincere sempre. Vogliamo sfruttare questo momento per rendere la Lega Volley Femminile una realtà di vertice e creare credibilità» chiosa Mangifesta.

Raccontare storie che ispirano le nuove generazioni e creare momenti in cui famiglie e giovani possano sentirsi accolti e al sicuro: è questa la responsabilità che la Lega Volley Femminile ha scelto di assumersi. La Final Four di Coppa Italia, a Torino, è una delle sue sfide più ambiziose.

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