Laureate: il titolo di studio fa poca differenza nella busta paga

Dopo gli esami di maturità, al momento della scelta se proseguire o meno gli studi, può essere utile domandarsi che impatto abbia la laurea sulla retribuzione in Italia. Per la componente femminile dell’occupazione dipendente il titolo di studio terziario non porta a una grande differenza nella retribuzione rispetto al diploma; nel nostro Paese infatti l’incremento salariale per le laureate è minore sia rispetto a quello del genere maschile sia rispetto a quello delle colleghe degli altri Paesi europei. I differenziali retributivi cambiano molto da settore a settore, ma in ogni settore si osserva per le laureate italiane una compressione delle paghe verso il basso che può rendere meno attraente la scelta degli studi universitari.

In Italia una laureata guadagna 2.914 euro lordi al mese contro i 2.295 euro di una diplomata (Figura 1), un incremento pari al 27%, il più modesto tra tutti i Paesi europei (Figura 2). Per la componente maschile l’incremento raggiunge il 46% (Figura 3), e il gender pay gap mensile, che tra i diplomati è pari al 15,8%, sale al 26,6% tra i laureati.

Retribuzione media mensile lorda di laureati e diplomati per sesso in Italia e in Europa

Elaborazioni su dati Eurostat [1] 

Incremento % della retribuzione media mensile lorda di una laureata rispetto a quella di una diplomata nei Paesi europei

Elaborazioni su dati Eurostat

Incremento % della retribuzione maschile media mensile lorda di un laureato rispetto a quella di un diplomato nei Paesi europei

Elaborazioni su dati Eurostat

In Romania una laureata guadagna il doppio di una diplomata; in media europea guadagna il 39% in più, in Francia, Spagna e Germania il 50% e più. Perché in Italia il premio per la laurea è così basso per la componente femminile?

Il settore di attività è rilevante

Il settore di attività è rilevante perché la differenza di retribuzione tra laureati e diplomati è molto diversa da settore a settore (passa dal 7% nelle Attività finanziarie e assicurative al 56% della Sanità e assistenza sociale), ma la sola analisi descrittiva delle differenze retributive per settore e titolo di studio genera più domande che risposte.

Incremento % della retribuzione media mensile lorda di una laureata rispetto a quella di una diplomata per settore di attività in Italia

Elaborazioni su dati Eurostat

Incremento % della retribuzione maschile media mensile lorda di un laureato rispetto a quella di un diplomato per settore di attività in Italia

La perplessità più evidente si manifesta con riferimento al settore delle Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento. Questo settore è stato omesso dalle Figure 4 e 5 perché è l’unico caso che fa eccezione alla regola: sono i diplomati (maschi) che guadagnano più dei laureati, e non di poco (45% a favore dei diplomati). Si noti che questa eccezione si manifesta solo per la componente maschile italiana, perché la regola della maggior retribuzione delle persone con laurea resta valida sia per le donne italiane sia per uomini e donne di ogni altro Paese europeo che lavorano in questo settore.

Le Attività artistiche, sportive, di intrattenimento e divertimento fanno eccezione alla regola

Gli occupati in questo settore rappresentano un insieme eterogeneo: vi appartengono allenatori, istruttori, addetti a palestre, piscine, centri sportivi, musicisti, attori, ballerini, cantanti, registi, coreografi, sceneggiatori, tecnici dello spettacolo, organizzatori di manifestazioni culturali e sportive, personale di musei, biblioteche e siti culturali, animatori turistici, gestori e addetti di parchi tematici e sale giochi, atleti professionisti e arbitri, e così via.

È possibile che le consistenti retribuzioni dei diplomati si riferiscano prevalentemente agli occupati nelle professioni sportive, come calciatori professionisti, allenatori e altre figure dello sport che solitamente non possiedono una laurea. Ma perché questa eccezione si riscontra solo in Italia e in nessuno degli altri Paesi europei? In Germania sono i laureati che in questo settore guadagnano il 49% in più rispetto ai diplomati; in Francia e in Spagna l’incremento retributivo per il titolo di studio è del 31% … solo in Italia le superstar dello sport non hanno la laurea?

Nelle Attività finanziarie e assicurative il titolo di studio conta poco

In Italia la differenza di retribuzione tra laureate e diplomate nel settore delle Attività finanziarie e assicurative è solo del 4% contro il 15% della Francia, il 36% della Spagna e il 31% della Germania. Perché in Italia le laureate che lavorano in questo settore guadagnano così poco rispetto alle diplomate? Si noti che nel nostro Paese sia le laureate sia le diplomate e i diplomati guadagnano più della media europea; solo i laureati di genere maschile guadagnano un po’ meno della media europea (Figura 6). In questo settore il lavoro è ben retribuito, ma il titolo di studio conta poco.

Retribuzione media mensile lorda di laureati e diplomati nel settore delle Attività finanziarie e assicurative in Italia e in media europea

Elaborazioni su dati Eurostat

Incremento % della retribuzione media mensile lorda di una laureata rispetto a quella di una diplomata nel settore delle Attività finanziarie e assicurative in alcuni Paesi europei.

Elaborazioni su dati Eurostat

Il confronto tra Paesi mostra che lo scarso premio per la laurea che vale sia per gli uomini (9%) sia per le donne (4%) sembra essere una caratteristica del settore finanziario italiano (Figura 7), dove il diploma e la laurea danno sovente accesso alle stesse carriere. È possibile che in questo settore la retribuzione dipenda soprattutto dall’inquadramento contrattuale, dall’anzianità e dalla carriera interna; in passato era il diploma il titolo normalmente richiesto per l’assunzione, e molti diplomati hanno così raggiunto livelli retributivi elevati a fine carriera.

Il settore finanziario della Spagna, invece, deve essere strutturato in modo diverso dal nostro, se le laureate guadagnano ogni mese il 36% in più delle diplomate; il titolo di studio probabilmente separa molto di più le carriere: i laureati sono assegnati alle mansioni più qualificate e meglio retribuite e i diplomati sono concentrati nelle attività operative.

Nella Sanità e assistenza sociale il titolo di studio conta molto

Un esempio di settore in cui il diploma e la laurea aprono la strada a carriere diverse e quello della Sanità e assistenza sociale. Nella Sanità la laurea identifica professioni quali: medici, farmacisti, dirigenti sanitari, psicologi, tecnico di radiologia, dietista, ecc., con sistemi retributivi completamente diversi da quelli dei diplomati (operatore socio-sanitario, assistente di studio odontoiatrico, addetto amministrativo, assistente domiciliare, ecc.). E infatti le laureate guadagnano il 42% più delle diplomate, e i laureati l’85% più dei diplomati (Figure 4 e 5).

Istruzione: perché non conta il titolo di studio?

Le differenze di retribuzione in valori assoluti tra laureate e diplomate nel settore dell’Istruzione sono rappresentate nella Figura 8. Le diplomate italiane guadagnano un centinaio di euro al mese meno della media europea, ma per le laureate la retribuzione scende di quasi 500 euro al mese. Eppure l’effetto sulla differenza di retribuzione derivante da una netta separazione delle carriere dovrebbe manifestarsi anche nel settore dell’Istruzione, (con laurea gli insegnanti, con diploma il personale non docente), e infatti le laureate in questo settore guadagnano il 55% in più delle diplomate in Francia, il 47% in più in Spagna, il 43% in più in Germania, ma solo il 15% in più in Italia (Figura 9).

Retribuzione media mensile lorda di laureati e diplomati nel settore dell’Istruzione in Italia e in media europea

Elaborazioni su dati Eurostat

Incremento % della retribuzione media mensile lorda di una laureata rispetto a quella di una diplomata nel settore dell’Istruzione in alcuni Paesi europei.

Elaborazioni su dati Eurostat

Conclusione

Il mercato del lavoro italiano offre un rendimento modesto dell’investimento in istruzione terziaria, soprattutto per la componente femminile. Nel nostro Paese, infatti, la laurea comporta per gli uomini uno scatto salariale del 46% rispetto al diploma, mentre per le donne il premio si ferma al 27%, il dato più basso dell’intera Unione Europea: in Francia l’incremento della retribuzione femminile è del 49%; in Germania è del 55%; in Spagna è del 56%. I differenziali retributivi tra laureati e diplomati cambiano molto a seconda del settore di attività, ma anche nei settori dove il titolo di studio pesa, come nella Sanità, i laureati di genere maschile ricevono un incremento retributivo dell’85% rispetto ai diplomati, mentre le colleghe si fermano al 42%. La valorizzazione delle nostre laureate resta un nodo irrisolto del mercato del lavoro italiano.

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[1] Eurostat, Structure of Earnings Survey 2022. Retribuzione media mensile lorda degli occupati dipendenti a parità di potere d’acquisto (PPS). La rilevazione quadriennale esclude gli occupati del settore agricolo e le imprese con meno di 10 addetti. La retribuzione è al lordo di detrazioni fiscali e contributi previdenziali a carico dei lavoratori trattenuti dal datore di lavoro.