La Presidente di Coldiretti Giovani: imprenditrice agricola partendo da zero

scritto da il 16 Giugno 2016

coldiretti2Ci sono vite professionali che cambiano in corsa. E altre che nascono già come una rivoluzione. “Sono nata in una famiglia di dipendenti pubblici, ma avevo una irresistibile predisposizione per la vita rurale. Così, a diciannove anni, ho fondato a Osimo la mia azienda agricola”. Oggi, che di anni ne ha ventisette, Maria Letizia Gardoni è Presidente Nazionale di Coldiretti Giovani Impresa e dal 2014 rappresenta a livello istituzionale i 70mila giovani under 35 che in Italia hanno avviato una impresa agricola. “Orgogliosamente marchigiana”, Gardoni è una self made woman.

coldiretti-giovani-maria-letizia-gardoni“Mi definisco imprenditrice agricola di prima generazione, non provenendo da una tradizione agricola familiare. Dopo gli studi classici mi sono laureata in Scienze e Tecnologie Agrarie presso la Facoltà di Agraria di Ancona, con una tesi sullo spopolamento degli alveari”. Con la sua azienda “Un podere sul fiume” Gardoni si occupa di agricoltura macrobiotica e produce ortaggi di stagione che vende direttamente ai ristoranti che fanno parte dell’ Associazione Nazionale Un Punto Macrobiotico.

Come hai fatto a partire?

“Ho acceso un mutuo ipotecando il terreno con casolare che ho acquistato. Con i risparmi che avevo, perché ho iniziato a lavorare a sedici anni, ho pagato le prime rate. Da quando l’attività ha iniziato a essere produttiva destino a quell’investimento una parte del fatturato”.

Qual è il tuo ruolo come Presidente di Coldiretti Giovani Impresa e perché hai deciso di impegnarti a livello istituzionale?

“Per me è una vera e propria missione. Rappresentare chi ha fatto la tua stessa scelta di vita investendo nel cibo e nella campagna italiana è un’assunzione continua di grandi responsabilità. L’obiettivo è dare voce a una generazione di pionieri che sta guidando una vera e propria rivoluzione culturale nel nostro paese. Devo avere la capacità di mettere in connessione il mondo produttivo imprenditoriale con quello delle scelte politiche, visionarie e strategiche, sostenere le vocazioni ma farle combaciare con la costruzione di strumenti, mantenere viva la motivazione di chi dedica tutto se stesso non solo alle proprie aziende, ma al benessere degli altri. Perché il cibo è il bene comune più prezioso da tutelare e valorizzare”.

L’errore da cui hai imparato di più?

“Ogni volta che ho seguito il mio orgoglio, mettendo da parte ciò che il cuore mi dichiarava apertamente”.

La tua sfida più importante?

“Realizzare i progetti che mi hanno reso una bambina sognatrice e ora una donna determinata, laboriosa e fiduciosa. Essere un punto di riferimento per tutti quei ragazzi che credono sia possibile scegliere chi vogliamo essere”.

Ultimi commenti (2)
  • Giuseppe Fontana |

    Save Dottoressa Gardoni, sono un giovane ragazzo lucano (classe ’82), sono uno IAP, Dottore in Legge, nonché associato Coldiretti; ho una forte vocazione all’attività imprenditoriale agricola e, pertanto, mi piacerebbe “mettere in campo” un mio progetto. A tal riguardo, avrei il piacere di farmi una “chiacchierata” con Lei (anche telefonica al num. Cell.3209703496).
    Certo di un Suo gentile riscontro, mi complimento con Lei, La ringrazio per l’attenzione prestatami e porgo i miei saluti.
    Cordialmente,
    Giuseppe.

  • Eugenia Serafini |

    Alice nel paese delle meraviglie.. n migliore dei casi!