Lidia Carew

Mi chiamo Lidia Carew, sono una performer, ballerina professionista e fondatrice di Lidia Dice… , una no profit che sostiene il talento, più nello specifico quello detto improbabile a volte stereotipato e stigmatizzato negativamente. Sono stata in tournée in numerosi teatri d’Italia, ho lavorato nei video musicali di Alicia Keys, Pharrell Williams, Kendrick Lamar, Calvin Harris, Will I Am e altri. Ho avuto un ruolo da attrice e ballerina per entrambi Mephisto e Peer Gynt, in scena al Teatro France Parenti, del regista Luca Micheletti. Ho di recente vinto un premio come miglior attrice non protagoniste nel corto La Lepre, regia di Lana Vlady. 
Sono ad oggi unica componente del corpo di ballo della trasmissione La Repubblica delle Donne di Piero Chiambretti. 
Quando vivevo a New York ho lavorato per Organic Magnetics, una compagnia contemporanea diretta da Maija Garcia. 
Ancora oggi mi potete trovare su Netflix, dove prendo parte alla serie televisiva di Spike Lee She’s gotta have it, ma ho partecipato anche a film come Divergent e Straight Outta Compton. 
Sono stata protagonista di campagne moda come Diadora e Qeeboo, inoltre attualmente sono ufficialmente una ambassador del brand Jordan. Ho fondato l’associazione Lidia Dice… nell’ aprile 2016 ed il progetto attualmente seguito si chiama #ISEEYOU , un camp contro la violenza, la realizzazione di un percorso di prevenzione attraverso l’arte che rafforza la propria consapevolezza. Infine da qualche anno vengo invitata come speaker a convention prestigiose come il Wired Next Fest di Firenze, GROW by Facebook, ConnectIN di LinkedIn Italia o il Tedx dell’universià Bocconi.
12 Febbraio 2020

Danza, un progetto per supportare il talento, quello che gli altri non vedono

      Mi chiamo Lidia e ho 30 anni. Sono nata e cresciuta a Palmanova, in Friuli. Mi è stato raccontato da mia nonna Lidia, (da cui ho preso il nome), che quando ero bambina mia mamma, Maria Rosaria per tutti Rosy, mi portò in chiesa per essere battezzata con indosso un abitino di seta bianca e taffettà con delle calzette in tinta e delle scarpette di pelle, esattamente come ogni altra bambina italiana il giorno del suo battesimo, così come la nostra tradizione richiede e come io farò con i miei bambini in futuro. Mi ricordo la domenica mattina quando ero piccola, quando mia nonna mi svegliava, obbligandomi a uscire...