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		<title>Alley Oop«Quella mamma potevo essere io». Dare voce ai diritti delle partorienti - Alley Oop</title>
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		<description>L’altra metà del Sole</description>
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				<title>«Quella mamma potevo essere io». Dare voce ai diritti delle partorienti</title>
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				<pubDate>Thu, 02 Feb 2023 17:19:05 +0000</pubDate>
				<dc:creator><![CDATA[Silvia Pagliuca]]></dc:creator>
								<source>In famiglia</source>
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					<![CDATA[&nbsp;

&nbsp;



&nbsp;

Accade che a un certo punto smetti di essere Silvia o Giada o Marika e diventi semplicemente “<strong>la mamma</strong>”. È comune che sia così quando varchi la soglia di buona parte dei reparti di ostetricia e ginecologia degli ospedali italiani, quasi a confermare che da quel momento in poi <strong>smetti di esistere come persona singola,</strong> completa a te stessa, e<strong> diventi appendice di qualcun altro. </strong>Sei “la mamma” e basta. Esisti solo in funzione di tuo figlio o di tua figlia. E questo fa sì che, inevitabilmente, i tuoi bisogni passino in secondo – diciamo pure in ultimo – piano. La tragedia del piccolo Carlo Mattia, il neonato...]]>
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