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		<title>Alley OopIl peso psicologico della guerra, anche da lontano - Alley Oop</title>
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		<description>L’altra metà del Sole</description>
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				<title>Il peso psicologico della guerra, anche da lontano</title>
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				<pubDate>Wed, 16 Mar 2022 06:00:44 +0000</pubDate>
				<dc:creator><![CDATA[Biancamaria Cavallini]]></dc:creator>
								<source>Polis</source>
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La guerra, ancor prima che essere conflitto, bombe, morti, è un’idea. Un concetto, una paura, una possibilità all’orizzonte. Quando questa possibilità si concretizza, la vita si stravolge e le persone si ritrovano alla base di quella che è la celebre piramide dei bisogni di Maslow. Vengono catapultate ai <strong>bisogni primari di sopravvivenza</strong>.

Cosa succede, invece, a chi sta a guardare? A chi osserva la guerra da lontano? La psicologia, in particolare quella sociale, ci offre innumerevoli spunti per comprenderlo. Ne voglio richiamare tre:<strong> identità sociale, interdipendenza del destino e sovraccarico cognitivo.</strong>

<strong>Identità sociale:...</strong>]]>
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