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		<title>Alley OopKhaled, &quot;la banalità del male&quot; di un trafficante di esseri umani che non si sente in colpa - Alley Oop</title>
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		<description>L’altra metà del Sole</description>
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				<title>Khaled, &#8220;la banalità del male&#8221; di un trafficante di esseri umani che non si sente in colpa</title>
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				<pubDate>Sun, 14 Apr 2019 07:00:04 +0000</pubDate>
				<dc:creator><![CDATA[Andrea Gagliardi]]></dc:creator>
								<source>AlleyBooks</source>
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Mettersi nei panni degli altri è difficile. Mettersi nei panni di <strong>un trafficante di esseri umani</strong> ancora di più. Riuscire poi a tratteggiarne le speranze e la ferocia, senza dimenticarne il vissuto e la storia, è una vera impresa. Francesca Mannocchi ci riesce in "Io Khaled vendo uomini e sono innocente", un libro che racconta la Libia dove “<em>il potere è delle armi, di chi sorveglia strade, di chi è riuscito a entrare nei palazzi del governo con i propri uomini</em>”. Perché “<em>il potere è delle milizie</em>”. Sicché “<em>chi ha armi e soldi ha potere</em>”. E su questo “<em>il Paese non è cambiato. Prima era il regime di...</em>]]>
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