Calcio, l’innovazione arriverà prima nel movimento femminile

scritto da il 20 Dicembre 2018

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Il movimento del calcio femminile italiano è in forte crescita e la Nazionale azzurra, dopo vent’anni, parteciperà al Campionato del Mondo di Francia 2019. Da questo nasce “Donne di Calcio”, il nuovo ebook realizzato grazie alla partnership tra Alley Oop, il blog multifirma del Sole 24 Ore dedicato alla diversity, e la Federazione Italiana Giuoco Calcio, scaricabile gratuitamente da oggi dal sito del Sole 24 Ore www.ilsole24ore.com.

Tredici interviste ad alcune protagoniste del mondo del pallone, calciatrici, allenatrici e manager di istituzioni nazionali e internazionali, oltre a un’appendice dedicata alle dodici squadre del campionato di Serie A femminile, stagione 2018/19.

Un piccolo assaggio è questo botta e risposta con Vittoria Gozzi, presidente di Wylab, il primo incubatore italiano per le startup dello sport.

65bb4c0e-9566-4997-a14d-3f2293839880Qual è il suo rapporto con il calcio?

“Il mio rapporto con il calcio è stato di odio e amore. La mia è una famiglia di appassionati di questo sport, coinvolta personalmente in questo mondo in quanto proprietaria, dal 2007, della Virtus Entella di Chiavari, la nostra città d’origine. La squadra oggi milita in serie C ma noi l’abbiamo acquistata quando era nell’Eccellenza portandola fino in serie B al termine della stagione 2013/14, dove ha militato per quattro campionati. Non ho mai seguito in prima persona questa iniziativa familiare, che ha visto impegnati soprattutto i miei genitori e mio fratello. Ho preferito rimanerne fuori perché non mi è mai piaciuto il pregiudizio di questo ambiente nei confronti delle donne, quell’atteggiamento di sufficienza e di sopportazione che si percepisce quando siamo noi a parlare di calcio. Ho cominciato, invece, a occuparmene e molto con Wylab, il primo incubatore italiano dedicato alle startup che applicano innovazione e tecnologia al settore dello sport. Quindi, da un punto di vista professionale e tecnico: come si può lavorare con questa industry, quali servizi vi si possono portare e quali aspetti di innovazione digitale. Ho scoperto un mondo, affascinante e interessante, le cui potenzialità tendono all’infinito, tanti sono i margini di miglioramento, tanta l’innovazione che può scendere in campo. Il team Ogm, i ragazzi vincitori del primo Hackathon della Figc nella sfida sulla Match Analysis, ovvero il processo per analizzare in maniera oggettiva la partita, gli schemi e gli eventi di gioco, hanno fatto un percorso di incubazione in Wylab e ripetono spesso che, dal punto di vista matematico, il sistema calcio è uno dei più complessi in assoluto da analizzare”.

Calcio e innovazione, arriveranno anche nel settore femminile?

“L’innovazione nel calcio femminile arriverà prima rispetto al maschile. Una delle sfide che incontriamo con le nostre startup è quella di sfondare un “muro” culturale fatto di sistemi radicati che coinvolgono le professionalità, dal marketing, ai tecnici fino ai medici, per arrivare a rompere dei meccanismi consolidati e promuovere un approccio nuovo. La difficoltà maggiore è un impatto culturale con l’innovazione tecnologica difficile. Il calcio femminile si può dire che parta ora, è una sorta di foglio bianco, e c’è più apertura a iniziative nuove perché si avviano insieme al movimento. Rimane la sfida economica. Il calcio femminile, come i cosiddetti sport definiti minori di cui purtroppo ancora fa parte, ha poco budget a disposizione e quindi poco margine di investimento sull’innovazione tecnologica. Però la cultura dovrebbe essere più aperta al nostro intervento come startup e innovatori”.

Dall’estero arrivano segnali più positivi?

“Quest’estate è stato ospite in Wylab un allenatore italo-americano della Columbus Crew SC e mi ha spiegato il calcio femminile negli Stati Uniti. Da loro, culturalmente parlando, il settore delle donne è partito prima di quello maschile, dove gli sport principali sono il baseball, il basket e il football. Lui mi diceva di ritenere il calcio femminile più interessante, anche come prodotto mediatico, perché la componente fisica è meno preponderante del maschile e questo permette di apprezzare meglio il gesto atletico, tecnico e tattico. Io ho giocato a pallavolo e mi ritrovo perfettamente in questa visione. È pur vero che la pallavolo si gioca su tre tocchi mentre nel calcio è maggiore la componente atletica ma sono convinta che un po’ di verità in questo discorso ci sia. Se ragioniamo sullo sport come spettacolo e come entertainment, in prospettiva, il calcio femminile può avere un grande spazio di interesse e di mediaticità”.