10 Dicembre 2018

Asili, la Locomotiva di Momo deve chiudere perché i bambini infastidiscono i condomini

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        L’Italia è un Paese che invecchia. E il peggio è che quei pochi bambini che ci sono, invece di essere tutelati come i panda, sono a volte persino visti con fastidio. Il regolamento del condominio del palazzo di via Anfossi 36, a Milano, recita testualmente: «è vietato destinare gli alloggi … a scuole di musica, canto e ballo e pensioni». Ora, ci si chiede, può un asilo nido essere considerato a tutti gli effetti una scuola di ballo e di canto e in virtù di ciò essere costretto a chiudere? Secondo i giudici della Corte d’appello sì. E in virtù di questa interpretazione estensiva la scuola deve...

03 Dicembre 2018

Asili: sono veramente le telecamere la risposta?

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      Che cos’è la fiducia? Un atteggiamento che risulta da una valutazione di fatti, circostanze, relazioni, e che produce un sentimento di sicurezza e tranquillità. Così da vocabolario. Ogni giorno ci viene richiesto di avere fiducia, continuamente: nel passare con il semaforo verde, nel consegnare i nostri soldi a una banca, nel lasciare in un asilo i nostri figli sapendo che verranno accuditi, se non con lo stesso nostro amore, con un certo grado di dedizione professionale. Ogni richiesta di fiducia sottintende un certo sforzo da parte nostra. Più è grande lo sforzo, meno siamo disposti ad accettare le conseguenze...

14 Novembre 2018

La guerra del panino e i diritti dei bambini

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      Nei primi giorni di questa settimana il personale di Milano Ristorazione, la società partecipata dal Comune di Milano che si occupa di refezione scolastica, era impegnato in una serie di assemblee sindacali e, differentemente a quanto capitato in precedenza, la scelta è stata quella di offrire un servizio minimo, due tramezzini e un budino, precisando che non sarebbe stata in grado di garantire le diete speciali, quelle per le intolleranze e per i motivi etici e religiosi. Apparentemente nulla di grave, se non fosse che la guerra del panino non è mai finita. Da una parte troviamo i genitori che vogliono esercitare...

08 Novembre 2018

La pedagogia della resistenza in una scuola “al confine”

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“Sono qui quasi per caso e quando sono arrivata, tutto sembrava tranne che una scuola”. Gli occhi lucidi, un sorriso aperto e una voce impetuosa, di una consapevolezza e una forza disarmanti. A parlare è una donna, una madre e, prima di ogni cosa, una preside, Eugenia Carfora, diventata simbolo di una scuola che resiste. In certi luoghi, il confine tra bene e male sembra assottigliarsi e diventa facilissimo oltrepassarlo, soprattutto per i più giovani. L’Istituto professionale “Morano” si trova proprio lì, su quel confine quasi invisibile, in un luogo dove la dispersione scolastica raggiunge i più alti livelli...

07 Novembre 2018

In Italia l’ascensore sociale si è fermato, se sei figlio di operai sarà più difficile diventare medico

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        In Italia l’ascensore sociale si è fermato e a scuola le scale sono sempre più ripide per gli studenti economicamente più svantaggiati che credono alle possibilità di promozione sociale tramite l’istruzione. A fotografare questo sempre più profondo divario tra studenti ricchi e poveri è l’ultimo rapporto Ocse-Pisa, il programma internazionale di valutazione dell’istruzione "Equità nell'istruzione: abbattere le barriere alla mobilità sociale" che mette a confronto in che modo 70 nazioni pongo l’attenzione sulle esigenze degli studenti economicamente più svantaggiati offrendo loro le possibilità...

29 Ottobre 2018

Scuola, prima o poi qualcuno ringrazierà gli insegnanti per il loro lavoro?

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        Dovrà pur succedere prima o dopo, da qualche parte, in qualche modo, che qualcuno scriva qualcosa a proposito delle maestre e dei maestri della scuola pubblica italiana. Dovrà pur succedere che qualcuno (che non siano loro stessi) riesca a scrivere di come siano ormai rimasti soli, isolati, quasi assediati, a difesa di un’idea-fortino ormai diroccata, con dentro tutte quelle cose belle per cui un tempo credevamo valesse la pena vivere e persino morire. Dovrà pur succedere che si riesca a far capire loro che sappiamo cosa stanno facendo e che gli si riesca a far capire che se non lo diciamo abbastanza è...

25 Ottobre 2018

Scuola, studiare la storia per vivere il futuro

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“Io non so cosa significhi vivere sulla propria pelle le privazioni di una guerra: la fame, i bombardamenti, la morte dei tanti a cui vuoi bene. E non conosco, perché non l’ho vissuta, una dittatura. Non so cosa significhi vivere in un Paese che da un giorno all’altro, vara leggi razziali, in grado di modificare e stravolgere la vita quotidiana”. Un pensiero che accomuna tutti noi, immuni alla precarietà di una vita vissuta nella paura, nel terrore, nel tormento di giorni senza fine e notti senza sonno. Noi che siamo sempre più immersi nel presente, che dimentichiamo con più facilità perché il nostro mondo, quello...

24 Ottobre 2018

Vuoi scrivere meglio in italiano? Allenati su WhatsApp

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                Quante volte riceviamo email, ma anche semplici messaggi, da amici o colleghi dove gli strafalcioni abbondano? Con quel congiuntivo al posto sbagliato e quell’apostrofo a  qual è che ci fa capire che non si tratta di un refuso o una distrazione dettata dalla velocità. Con quella richiesta di un’appuntamento che anche il correttore automatico ti segnala in rosso come faceva la maestra a scuola. Errori spesso commessi da quegli stessi adulti che hanno la presunzione di giudicare i giovani e le loro moderne storpiature della lingua italiana. C’è chi sorride, chi rimarca l’errore...

18 Ottobre 2018

"Non meno che perfetti": quando il perfezionismo rende i bambini infelici

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Elena è un bambina di otto anni, bravissima a scuola. Tuttavia, racconta la mamma, fin da quando è piccola se non riesce subito in qualcosa si innervosisce moltissimo: se un calcolo non torna, una frase non è scritta bene o se qualcosa le sembra imperfetto, strappa, cancella e ricomincia da capo. Passa un tempo infinito a guardare e riguardare quello che ha scritto, attenta ai minimi dettagli, con atteggiamento dubbioso e ostinatamente ipercritico. Quando fanno i compiti insieme, la mamma inizialmente le dice di non preoccuparsi, la incoraggia ad andare avanti, ma alla fine anche lei si arrabbia e le serate si concludono tra...

17 Ottobre 2018

Università, il direttore della Normale: "Non è possibile promuovere donne"

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    Vincere il Nobel da professoressa associata e non ordinaria. E' successo a Donna Strickland, premio Nobel per la fisica proprio quest'anno. Il valore della scienziata è riconosciuto a livello internazionale ma non nel suo ateneo. Solo un caso eclatante di quello che succede nelle università. Basta dare un occhio ai dati italiani:le donne sono il 58 per cento dei laureati, il 52 per cento dei dottori di ricerca, il 42 per cento dei ricercatori, il 36 per cento dei professori associati e solo il 23 per cento degli ordinari. Insomma, una piramide che in qualche modo va spiegata. Ci ha provato oggi il direttore della Normale...