Micaela Cappellini

Sono una quarantenne, proprio come Alley Oop. Mi divido fra un lavoro di giornalista al Sole 24 Ore, che ancora mi piace, e due piccole pesti, che adoro e che mi fanno dannare. Più un compagno, una gatta e poco (troppo poco) tempo per leggere e viaggiare. Come Alley Oop, so cosa vuol dire essere in una fase della vita in cui si ha voglia di prendere quello che ci spetta. Perché se ne hanno le capacità e le responsabilità non ci spaventano più. Di Alley Oop sarò lo sguardo internazionale: là fuori, oltre le Alpi, oltre l’Europa, è pieno di donne sorprendenti che hanno qualcosa da insegnare. Su twitter: @GioDArco
19 Settembre 2018

Arriva Captain Marvel, l'ultima supereroina destinata a sbancare i botteghini

Personalmente, sono sempre stata una grande fan di Eva Kant. Ladra sofisticata e altera, creata oramai più di cinquant’anni fa da due donne (le sorelle Giussani) per le donne. Concita De Gregorio l’ha definita l’unica, vera Donna Alfa, e mai definizione fu più perfetta di questa. Devo ammettere però di aver amato molto anche la svolta femminista di Star Wars, che ha riposto nelle mani di una donna, Rey, le sorti dei Jedi e delle galassie. Senza contare le lacrime di stima per l’Ammiraglio Amilyn Holdo, di cui ho già avuto modo di raccontarvi. A quanto pare, però, non sono l’unica su cui hanno fatto colpo le ultime scelte...

12 Settembre 2018

#backtofamily, l’era dei ministri che lasciano per ragioni di famiglia

Siamo stati tutti colpiti, in questi giorni, dalla vicenda personale dell’ex ministro per lo Sviluppo economico Carlo Calenda. Era tra i favoriti nella corsa alla (ambita?) poltrona di segretario del Partito Democratico, quando all’improvviso è uscito dai radar: la leucemia della moglie è tornata, e lui ha scelto di fare un passo indietro per occuparsi dei figli. Il gesto di Calenda non è un gesto isolato. Nella compagine del governo conservatore che guida la Norvegia - e che per inciso è guidato da una donna premier - si sono appena verificate due defezioni. Due ministri hanno abbandonato la poltrona per tornare in...

05 Settembre 2018

«Me ne assumo io la responsabilità»

Per i miei figli, al mare, «Reazione a catena» è una tappa obbligata, dopo la doccia e prima della cena. Vanno matti per il gioco a premi enigmistico di Rai1. Così, quando ci sono, non mi sottraggo e mi diverto con loro. Puntata speciale quella di ieri: le Focaccine hanno vinto 147.000 euro e si sono aggiudicate il record stagionale. Ma la vera notizia è un’altra, e ve la racconto. Per chi non l’ha mai visto, spiego. Il gioco finale consiste nell’indovinare l’ultima parola della catena di associazioni linguistiche, con o senza aiuto. E l’aiuto, naturalmente, ha un prezzo: chi lo chiede, dimezza il montepremi. La...

29 Agosto 2018

Continuate a offrirvi volontarie, e non farete mai carriera

«C’è da corregge gli scritti della prima sessione d’esame, chi si offre volontario?», chiede il professore ai suoi assistenti. Correggere i test è un lavoro noioso, sottrae parecchio tempo alle attività di ricerca accademica e non aggiunge nessuna stelletta al curriculum. Nessuno ha mai guadagnato particolari punti per aver corretto cinquanta compiti in più rispetto al collega. Ma statene pur certi: nella maggior parte dei casi, chi si offrirà volontariamente di portare a termine questa incombenza sarà una donna. E se nessuno alzerà la mano, allora sarà il professore a chiedere a qualcuno di farlo. E lo chiederà a una...

22 Agosto 2018

Attenti alle dichiarazioni sessiste: qualche volta (per fortuna) finiscono in Procura

Mi piacciono, le notizie come questa. Piccole soddisfazioni in un mondo in cui le donne si devono ancora giustificare, se portano la minigonna e poi vengono molestate. Mi piacciono in senso lato, si intende. Eppure sono timidi segnali che qualcosa si muove. Che non tutti la passano liscia. La storia del Direttivo Diabolik Pluto della Lazio, che rifiuta le donne nelle prime file della curva, la conoscete tutti. Qui sopra c’è il volantino con la dichiarazione ufficiale. La (buona) notizia, però, per me è un’altra. È che non sempre le offese - chissà, un giorno anche le offese dei social - passano inosservate. La notizia è...

15 Agosto 2018

#diaridanesi parte seconda: la parità sta tutta in un detersivo

                          Sono ormai all’undicesimo giorno del mio viaggio in Danimarca. Alla ricerca del segreto danese della parità fra i sessi, tra una montagna russa vintage nel parco di Tivoli e un travestimento da elfo della montagna nella casa dei balocchi di Hans Christian Andersen a Odense. Sarà che ieri qui è ricominciata la scuola, ma questa pioggia settembrina che non ti lascia mai del tutto ha messo un po’ di uggia a me e alla mia famiglia. Così, dopo un pomeriggio passato tra i capisaldi del design di Aarhus e una passeggiata in riva al laghetto della fattoria che ci ospita,...

08 Agosto 2018

#diaridanesi parte prima: mamme, ve la do io la hygge

Quante volte lo abbiamo scritto, che la Danimarca è la nazione più felice al mondo, che ha il divario fra salari maschili e salari femminili più ristretto al mondo, o che ha parecchie donne in posizione di potere. Così, quest’estate non ho saputo resistere e ho trascinato tutta la famiglia tra Copenaghen e le spiagge ventose dello Jutland. Compagno, figlia (recalcitrante) e ragazzino (entusiasta). Vi risparmio l’arrivo del bagaglio in anticipo rispetto allo sbarco dei passeggeri, nemmeno un minuto abbiamo dovuto aspettare ai nastri trasportatori. E Vi risparmio anche i 12 minuti secchi di metropolitana dall’aeroporto al...

01 Agosto 2018

Hollywood matrigna: ecco dieci numeri che spiegano perché

Prendete gli ultimi dieci anni di produzione hollywoodiana. Per ciascuno di questi anni, prendete i 100 film più visti al botteghino. Sapete qual è la percentuale di quelli politically correct? Dei film, cioè, che trattano le donne in maniera paritaria. Solo il 13%. La settima arte è matrigna. Il cinema non vuole bene alle donne. L’Annenberg School for Communication and Journalism dell’Università della California del Sud lo dimostra con una trentina di pagine fitte di numeri. Qui ne scegliamo dieci. 1) Su un totale di 1.223 registi che hanno diretto i principali film nel decennio 2007-2017, solo 43 sono femmine. E di...

25 Luglio 2018

Proprietà intellettuale: sostantivo singolare maschile

Questa nella foto è Patricia Bath, americana di Harlem, classe 1942, medico. E' stata la prima donna afroamericana a registrare un brevetto per la sua invenzione in campo medico. Era il 1986, e la dottoressa Bath firmava il primo laser per il trattamento della cataratta. Segnatevelo, il suo nome. Perché le donne nere sono mosche bianche, nei registri internazionali dei brevetti. Lo sostiene uno studio dell'Institute of Women's Policy Research pubblicato ieri. Già le donne titolari di un diritto di proprietà intellettuale sono poche in generale:  allo U.S. Patent and Trademark Office per esempio, l'ufficio brevetti a...

18 Luglio 2018

Social media? Preferisco scendere in strada e marciare

«Personalmente, preferisco scendere in strada e marciare». Me lo ha scritto Lola Larra, autrice - insieme al disegnatore Vicente Reinamontes - di “A Sud dell’Alameda. Diario di un’occupazione», Edicola Ediciones. È ispirato alla storia delle rivolte studentesche del 2006 e del 2011 in Cile, il Paese in cui vive. Sono giorni, che questa frase di Lola mi frulla in testa. Di fronte all’ennesimo morto in mare, in quella Scilla e Cariddi che è diventato il Mar Mediterraneo tra la Libia e la Sicilia. Di fronte all’ennesima frase disumana di chi è al governo ma non sa governare secondo il principio di umanità. Ho...