Il calcio femminile protagonista all’Assemblea Elettiva della Figc: quale sarà ora il suo destino?

scritto da il 23 Ottobre 2018

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Tutti, o quasi, in positivo gli interventi introduttivi dell’Assemblea Elettiva della Federazione Italiana Giuoco Calcio sul calcio femminile. Si potrebbe dire “finalmente” o semplicemente “non poteva essere altrimenti”. Il mondo del calcio italiano si è accorto dell’altra metà del… pallone. Perché, come aveva chiaramente espresso la capitana della nazionale Sara Gama, davanti al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, la storia del calcio femminile azzurro è ben più recente dei 120 anni di storia della Federazione.

Ad aprire i lavori, il presidente dell’assemblea Mario Pescante, nel giorno del suo congedo dal mondo dello sport dopo sessant’anni di attività. Pescante ha dedicato la prima menzione proprio alla qualificazione – dopo vent’anni – della Nazionale femminile al Campionato del Mondo francese del 2019 e ai risultati del settore giovanile. “È una giornata importante per il mondo del calcio italiano, una ri-partenza”, ha dichiarato colui che rimarrà membro onorario del Cio, passando il testimone di membro del Cio a Giovanni Malagò.

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Giovanni Malagò

Dal canto suo, il presidente del Coni ha sottolineato il numero di anni di commissariamento della Figc nel corso della sua storia, il più alto tra tutte le Federazioni: 11 volte in 120 anni di vita, di cui 5 nell’ultimo ventennio. “È un giorno in cui si respira un’atmosfera propositiva, di condivisione, con un candidato unico che, se non può essere proprio il presidente di tutti, dovrà comunque esserlo per la maggior parte dell’assemblea perché è necessario remare tutti nella stessa direzione”, ha detto Malagò che ha ringraziato il commissario straordinario uscente: “nonostante le numerose polemiche, nessuno può mettere in dubbio che Roberto Fabbricini abbia sempre voluto servire il sistema sportivo del nostro paese”.

La parola è poi passata ai vertici del calcio mondiale. Giorgio Marchetti, vice segretario Uefa, ha ribadito l’importanza di alcuni settori: “la nuova pagina che si sta per aprire vede solide basi nelle Nazionali giovanili, nel calcio femminile e nel valore dei club, ingiustamente poco considerati”.

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Gianni Infantino

“Complimenti alla Nazionale femminile che a partire da qui, grazie al lavoro della Figc e dei club, può finalmente far decollare questo movimento anche in Italia”, ha sottolineato Gianni Infantino, presidente della Fifa, “Ogni commissariamento è una sconfitta per il calcio italiano che dovrebbe, invece, essere un esempio a livello mondiale. Non esiste un’altra federazione al mondo nella quale esistono i commissari. Le risorse per ripartire si devono trovare all’interno nel calcio stesso. Una legge che definisca il numero dei mandati? In Fifa non è stata necessaria piuttosto è stata una riforma venuta dall’interno. Per quale motivo lo sport in generale, e il calcio in particolare, ha bisogno di una tutela esterna per dei problemi che dovrebbero essere risolti all’interno del proprio mondo? La Federazione ha bisogno di una leadership forte, che non significa avere il consenso unanime di tutti. Un leader forte ascolta le varie componenti ma poi decide quello che è meglio per il calcio italiano”.

Nell’intervento del commissario straordinario uscente Roberto Fabbricini il calcio femminile è al primo posto tra i risultati positivi raggiunti nei nove mesi di commissariamento: “con l’ingresso di molti club professionistici serviva un inquadramento federale anche perché il mio sogno è quello di vedere la nazionale alle Olimpiadi”. Di altro avviso il presidente della Lega Nazionale Dilettanti, Cosimo Sibilia, che definisce “il commissariamento negativo a partire dalla vicenda del calcio femminile”, auspicando per il movimento “un organismo all’intero della Figc con una rappresentanza di tutte le componenti federali”. Nessuna menzione al calcio femminile, invece, da parte di Damiano Tommasi, presidente dell’Associazione Italiana Calciatori.

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Gabriele Gravina

Infine, il candidato unico alla presidenza Gabriele Gravina: “punteremo a sviluppare il calcio femminile che ha dimostrato di saper raggiungere risultati importanti come la qualificazione mondiale”.

Gabriele Gravina è poi stato eletto con 472,15 voti, il 97,20% dell’assemblea.

Il calcio femminile è stato inserito nella piattaforma programmatica e sarà un’area a cui dedicare grande attenzione”, ha ribadito il neopresidente della Figc nella sua prima conferenza stampa, “ci sarà una Divisione all’interno della Federazione e le diverse componenti dovranno assumersene tutti gli oneri. Credo che il semi-professionismo sia la formula più veloce e sarà utile sia al calcio femminile sia a molti altri sport che non sono in grado di sostenere gli oneri del professionismo”.

In settimana vedrà definito il Consiglio federale. Molto del futuro del calcio femminile passerà da lì. Il 26 ottobre, poi, il nuovo presidente della Figc farà il suo esordio del Consiglio nazionale del Coni.