Figc al Quirinale: applausi alle calciatrici, Ceferin indica la strada alla nuova dirigenza

scritto da il 16 Ottobre 2018

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Ha aperto e concluso il suo intervento citando lo sport femminile. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, nel corso della cerimonia che si è svolta al Quirinale per i 120 anni della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Non ha perso l’occasione per celebrare le atlete azzurre. Prima i complimenti per la nazionale di calcio che si è qualificata per un Mondiale dopo un’assenza di vent’anni, poi in conclusione l’augurio alla nazionale di pallavolo impegnata nelle fasi finali di un altro Campionato del Mondo in Giappone. A sorprendere il presidente della Repubblica sono state soprattutto le parole di Sara Gama, capitana azzurra e della Juventus.

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Sergio Mattarella stringe la mano a Sara Gama

La 29enne triestina, visibilmente emozionata, ha parlato a nome di tutte le calciatrici italiane. “Per noi donne questi 120 anni di calcio siano stati vissuti in maniera diversa”, ha detto Sara Gama, una delle protagoniste dell’ebook “Donne di Sport” di Alley Oop, “il calcio è nato molto tempo fa e anche quello praticato dalle donne ha mosso i suoi primi passi non molto tempo dopo quello degli uomini, ma il percorso delle due realtà di questo sport è stato molto diverso e la nostra disciplina ha faticato a decollare e a vedersi riconosciuta una sua dignità. Per questo ci piace pensare anche che il nostro calcio sia piuttosto giovane e tutto sommato dare 120 anni a delle donne penso che non sia proprio il massimo!” L’intervento della calciatrice ha insistito molto sui tempi, diversi al maschile e al femminile. “Mi permetterete di dirvi quello che pensiamo veramente riguardo la nostra età e il nostro tempo”, ha proseguito, “Io e le mie compagne abbiamo la fortuna qui oggi di poter festeggiare noi stesse, i nostri sogni e chi ci ha aiutato sin qui a realizzarli. In questi ultimi anni il calcio femminile sta finalmente vivendo un momento di grande crescita nel nostro Paese. Siamo entrate nel mondo dei club professionistici maschili che ci danno un’enorme possibilità di allenarci e praticare al meglio il nostro sport. Ce ne sono altri, quelli dilettantistici, che ancora costituiscono lo zoccolo duro del nostro piccolo sistema-calcio, senza la passione e dedizione dei quali oggi non saremmo approdati a lidi per noi prima solo immaginati. Grazie alla sinergia tra tutti questi e alla Federazione Italiana Giuoco Calcio, che da sempre con le sue Nazionali ci permette di fare esperienza al massimo livello calcistico e che da tre anni a questa parte ha avviato una serie di riforme che ci valorizzano, tanta gente ora ci conosce e sa che il prossimo anno andremo ad affrontare un Mondiale conquistato sul campo con un percorso strepitoso, dopo 20 anni in cui l’Italia mancava dalla massima competizione calcistica mondiale”.

Poi il discorso è passato alla responsabilità di questa generazione nei confronti delle successive. “Molti non conoscono però i sacrifici che abbiamo fatto quando eravamo bambine, semplicemente per riuscire a praticare lo sport che amiamo, e quelli profusi negli ultimi anni anche fuori dal campo perché ci venisse riconosciuto il nostro spazio e la possibilità di esprimerci al meglio”, ha continuato Sara Gama, “Per me e le mie compagne oggi è una festa. Molte di noi sono state presenti su molti fronti negli ultimi tre anni e sono testimoni – soprattutto a se stesse – di quello che è stato un primo viaggio alla ricerca della nostra dimensione. Noi sappiamo che oltre ai valori sportivi e alla nostra competitività, alla voglia di dare il meglio in campo spinte dalla nostra passione e dal desiderio di rappresentare al meglio il nostro Paese, abbiamo avuto una forza in più che ci ha mosso con moto costante, la forza che solo la capacità di sognare qualcosa di più grande ti può dare. Questa forza è il coraggio di pensare di poter cambiare il volto del nostro sport in Italia, fare conoscere il nostro splendido mondo a tutti gli italiani, soprattutto alle bambine italiane, creare per loro dei nuovi modelli a cui potersi ispirare e tracciare una strada meno impervia per il loro futuro. La condivisione di gioie e dolori su questo percorso ci ha portato ad un Mondiale – il nostro Mondiale! – quello che oggi diventa il primo passo sul cammino di crescita della nostra disciplina in Italia e, perché no, in tutto questo non vi nascondo, ci siamo tolte qualche soddisfazione come quella di oggi. Verso chi tre anni fa ci avesse detto che oggi saremmo state qui, nella casa del Presidente della Repubblica Italiana, avremmo rivolto uno sguardo come quello che si riserva, o riservava, ad una donna con le scarpette da calcio addosso. 120 anni, un tempo differente per noi, un tempo relativo”, ha concluso la calciatrice, ricevendo l’applauso più lungo da tutta la sala.

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Aleksander Ceferin

Prima di lei, Aleksander Ceferin, presidente Uefa, non ha risparmiato un serio attacco al calcio italiano. “Si dice che il calcio in Italia sia come una religione, io non la penso così. Credo invece che quella tra l’Italia e il calcio sia una storia d’amore infinita”, ha detto il dirigente sloveno, “Conosco l’enorme delusione che avete provato per la mancata qualificazione ai Mondiali di Russia, un dramma nazionale, che è stato vissuto come tale non solo da voi. Chi ama il calcio sa che questo sport senza l’Italia sono come l’opera senza la Scala, il Rinascimento senza Leonardo, il cinema senza Fellini e la casa dello sport senza le sue pagine rosa. Affinché questo non accada più dovete prendere subito delle decisioni importanti. Avere stadi all’altezza non è una spesa ma un investimento, non si vive sempre di eredità”. La ricetta di Ceferin è semplice, puntare sulle risorse umane e il presidente Uefa cita un solo nome. “Vivete una fase difficile sul campo ma anche a livello di governace. Però avete il genio, l’esperienza e la capacità di uomini come il mio vice presidente Michele Uva per superare queste difficoltà”. Un assist che non è semplice passaggio ma un’occasione ghiotta da trasformare in goal per tornare a vincere in campo maschile e proseguire sulla linea già tracciata in ambito femminile.

Tutto nel giorno in cui l’Uefa ha deciso di aumentare del 50% i fondi destinati al calcio femminile in tutta Europa. Nell’ambito del programma Uefa HatTrick, che distribuisce i fondi alle 55 federazioni, i 100.000 euro annuali finora destinati al settore dal 2020 diventeranno 150.000 euro.

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