Cosa farà da grande la Generazione Z?

scritto da il 04 Settembre 2018

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La differenza tra crescere nei fortunati anni novanta rispetto a vedere la propria famiglia perdere lavoro e casa durante la recessione del 2008 ha cambiato la prospettiva per i ragazzi che tra pochi giorni torneranno a scuola. È per questo che i ragazzi e le ragazze della Generazione Z sono così concentrati nell’ottenere competenze ed esperienze che porteranno ad una carriera lavorativa in tempi brevi. La situazione lavorativa in Italia non riparte bene, gli ultimi dati disponibili di Luglio hanno mostrato come l’occupazione sia in calo sopratutto tra i 15-49enni, vale a dire la base centrale della forza lavoro. Tuttavia questo dato negativo si inserisce in un trend positivo dove da inizio anno l’occupazione è salita.

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 La scelta dell’indirizzo scolastico è determinante per la carriera dei ragazzi e non sempre è facile avere tutte le informazioni a disposizione per scegliere un percorso di studi che sappia appassionare ma anche trovare lavoro. Nel 2014  solo il 29% dei giovani sceglieva il corso di laurea prendendo in considerazione le statistiche occupazionali, la maggior parte dei ragazzi si faceva guidare dalla passione per una determinata materia. Molti test di orientamento sono ancora legati alle materie che si studiano a scuola e poco al mercato del lavoro e portano a scelte deterministiche legate sopratutto ai voti di scuola. Invece sarebbe importante un confronto continuo tra scuola e impresa per conoscere mestieri, professioni, carriere. In quest’ottica Vodafone ha realizzato un test, Future Jobs Finder, che permette ai ragazzi di identificare quali ruoli digitali siano più adatti alle loro capacita’ proiettandoli già nel mondo del lavoro. Il questionario è anche legato ad una piattaforma di recruiting dove è possibile tra l’altro vedere le posizioni aperte in ambito tecnologico. In America invece si sta delineando una nuova professione, lo “student coach dedicato ai ragazzi che sono aiutati ad identificare il percorso di studi migliore. Non esiste un approccio unico per la scelta del percorso di studi, ogni studente è diverso e ogni situazione familiare è unica. La personalizzazione del programma di studio per ogni studente aiuta a identificare talenti e aspirazioni, spesso sconosciuti dai ragazzi stessi o dalla famiglia.

Non c’è dubbio che le professioni con più mercato siano quelle tecnologiche e l’utilizzo delle competenze tecnologiche richieste dal mercato del lavoro aumenteranno del 60% rispetto ad oggi: i lavori prevalenti saranno sviluppatori di software, ingegneri, programmatori di robot. E’ un segnale positivo che le facoltà di Ingegneria stiano ricevendo un boom di iscrizioni raggiungendo un 14,5% di iscritti al pari degli iscritti ad Economia. Anche i lavori con una forte propensione relazionale aumenteranno nel futuro, ad esempio funzioni commerciali, manager, medici perché  le capacità relazionali, come l’intelligenza emotiva, ci distinguono dai robot.

Si stima che in futuro si cambierà lavoro ogni 4,2 anni, le carriere saranno sempre più fluide e in questa incertezza la capacità di orientare il proprio percorso di studi e la voglia di imparare costantemente sarà ciò che conta maggiormente.

Ultimi commenti (2)
  • Jessica |

    Sempre più evidente che il futuro si stia proiettando verso un’intelligenza emotiva ed artificiale strettamente sinergiche tra loro, in un mercato del lavoro che si auspichi più fluido e che potrà garantire nuovi stimoli e possibilità di crescita professionale oltre al creare opportunità per tutti di più di lavorare.

  • DamianoX |

    Non vedo altra possibilità che questa…