Rossella Fiamingo, archiviati i Mondiali ora l’obiettivo è la qualificazione olimpica

scritto da il 25 Luglio 2018

Rossella Fiamingo poses for a portrait during Red Bull poto shoot in Catania, Italy, on March the 11, 2017

La stagione era iniziata sotto i migliori auspici con la vittoria ai Campionati Italiani Assoluti, poi le delusioni degli Europei e dei Mondiali. Rossella Fiamingo, all’inizio del mese di giugno, sulla pedana di Fieramilanocity, aveva conquistato il terzo titolo italiano in carriera dopo quelli del 2013 e del 2015. Agli Europei di Novi Sad, invece, la 27enne spadista azzurra, è capitata in una parte particolarmente ostica del tabellone e si è fermata agli ottavi: prima ha superato la georgiana Maia Guchmazova per 15-9, poi, all’ultima stoccata (15-14) l’ungherese Emese Szasz, n. 1 del mondo, in quella che è stata una rivincita della finale olimpica di Rio 2016 per poi arrendersi all’ungherese Ana Maria Popescu (15-11).

“È stato un vero peccato, ci tenevo a fare bene in Serbia” – ha confidato l’atleta siciliana – a Novi Sad ho vinto il mio primo, e finora unico, Europeo nell’under17”.

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Poi la fresca delusione ai Mondiali di Wuxi, in Cina. Fuori nell’individuale dove, dopo aver superato le qualificazioni e al primo turno la spagnola Sara Fernandez Calleja per 15-6, si è arresa nuovamente alla Popescu (battuta poi dall’altra azzurra, Mara Navarria nella finale per l’oro). Stop anche negli ottavi a squadre dove, con Giulia Rizzi, Alice Clerici e Mara Navarria, fresca campionessa del mondo, dopo aver sconfitta la Lituania, è arrivata la resa con la Germania. “Nella gara individuale ho pensato più a non prendere stoccate che a tirare la mia scherma. Con la Popescu abbiamo fatto un ritiro insieme, a Hong Kong, quindi ero preparata, l’avevo studiata. Però in pedana capita che ci siano le emozioni a tirare brutti scherzi”, ha dichiarato l’atleta dei Carabinieri.

Rossella Fiamingo è comunque abituata alle sfide, in pedana e fuori. Come quando, in occasione dell’ultima edizione di RiminiWellness, si è cimentata nella Virgin Active Urban Ostacle Race.

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L’obiettivo adesso per lei si chiama Tokyo2020. “Le qualificazioni olimpiche sembrano lontane ma non lo sono così tanto. Iniziano già il prossimo anno, a giugno, e bisognerà farsi trovare pronte per raggiungere una classifica alta e avere così accoppiamenti più favorevoli. Questa volta vorrei qualificarmi il prima possibile. Per i Giochi di Rio, fino all’ultimo, la mia qualificazione è stata in bilico. Stavolta vorrei proprio essere certa fin dalla prima gara utile”.

Lei cha vanta già un argento olimpico conquistato proprio a Rio e due medaglie d’oro mondiali individuali consecutive, a Kazan nel 2014 e a Mosca nel 2015. “Individuale e a squadre è come se fossero due sport differenti. In squadra è più divertente perché si vince tutte insieme però, proprio per questo, quando si perde fa ancora più male”.

Rossella Fiamingo poses for a portrait during Red Bull poto shoot in Catania, Italy, on March the 11, 2017

Saper fare squadra, per Rossella Fiamingo, ha un segreto. “Prima credevo dipendesse dal carattere delle singole atlete, poi mi sono resa conto che invece bisogna imparare a convivere perché non sempre si può andare d’accordo con tutte. Io sono tra le più grandi del gruppo e cerco di aiutare le altre a fare gruppo e direi che ci stiamo riuscendo”.

Rossella ha le idee chiare anche su cosa serve per vincere nella scherma.  “Il carattere è alla base di tutto, chi ha un carattere forte non vince solo una ma più volte. Poi c’è l’aspetto mentale, per me fondamentale. Solo dopo la preparazione fisica. Nel nostro sport se non hai gambe ma hai testa puoi andare, al contrario no”.

Il momento, per lei, più difficile è stata la mancata qualificazione della squadra a Rio. “Riuscii a qualificarmi solo io e mi trovai da sola. Mi sentivo quasi in colpa anche perché sapevo che le mie compagne c’erano rimaste davvero male”.

Rossella Fiamingo poses for a portrait during Red Bull poto shoot in Catania, Italy, on March the 11, 2017

La scherma italiana è una disciplina sempre foriera di grandi risultati: è più un orgoglio o una responsabilità? “Un orgoglio fino a quando non ci sei dentro e devi per forza portare il risultato. In occasione dei Giochi di Rio ho capito che è anche una grande responsabilità. Gli occhi sono sempre puntati su di noi. Mentre negli altri sport se entri tra le prime otto è già una vittoria, da noi questo traguardo è dato praticamente per scontato”.

L’ultimo pensiero è per la collega Arianna Errigo che si sta cimentando nella doppia arma, fioretto e sciabola. “La stimo. È la prima donna che si è messa alla prova in questa doppia sfida. Ora deve ritrovare i suoi equilibri per tornare a dare il massimo nella sua arma, il fioretto, come faceva prima”.

E la Errigo ha risposto. Medaglia di bronzo nell’individuale, seppur con molto rammarico, agli ultimi mondiali cinesi.

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