Calcio: tutti i numeri degli italiani per il prossimo campionato

scritto da il 19 Luglio 2018

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La XXI edizione del Campionato del Mondo di calcio in Russia, l’arrivo in Italia, alla Juventus di Cristiano Ronaldo e, aggiungiamo noi, la qualificazione al Mondiale di Francia 2019 della nazionale italiana femminile, questa prima parte di estate è stata particolarmente ricca di calcio. Ma le donne quanto amano il pallone? Ancora non molto visto che secondo il nuovo Osservatorio mensile Findomestic, realizzato in collaborazione con Doxa, dichiarano di essere soprattutto tifose occasionali (45%) e di seguire con interesse solo le partite della Nazionale e le competizioni più importanti, come i Mondiali e gli Europei.

action-action-energy-american-football-906073Prendendo in considerazione l’intero campione intervistato, invece, la mancata qualificazione della nazionale maschile a Russia 2018, per 6 su 10 non ha avuto alcuna ripercussione sulla propria passione per il mondo del pallone, mentre il 13,4% ha dichiarato di aver “perso l’interesse nel calcio in generale”, tanto che un 2% è addirittura deciso a non seguire più neppure le partite del club preferito. Viceversa, il 10% è motivato a sostenere con maggiore interesse i prossimi incontri della Nazionale, mentre l’11% travaserà la propria voglia di tifo dalla maglia azzurra a quella della squadra del cuore.

Differenze di genere a parte, il 79% della popolazione italiana attiva tra i 18 e i 64 anni (e pensionati delle stesse classi di età) è interessato al calcio. Per il 18%, soprattutto uomini di età compresa tra i 35 e i 44 anni (24%), il mondo del pallone rappresenta una vera e propria passione; il 26% si considera abbastanza interessato; il 35%  è un tifoso occasionale, attivo solo nei momenti salienti delle competizioni nazionali e internazionali; il 21% non ha alcun interesse verso questo sport. Dai genitori ai figli: il 21% degli intervistati ha almeno un figlio che coltiva la passione per il calcio attraverso la pratica di questo gioco e le famiglie spendono, in media, 352 euro per la scuola calcio dei figli. La spesa media in termini di gadget e merchandising, invece, è di circa 73 euro e il 20% dichiara di aver fatto acquisti nell’ultimo anno: l’80% di questi ha speso meno di 100 euro.

action-activity-balls-296302In vista della prossima stagione, invece, per un intervistato su due la favorita allo scudetto è la Juventus, pronostico su cui “pesa” indubbiamente l’effetto Cristiano Ronaldo: lo scorso anno, infatti, i bianconeri, sempre secondo le rilevazioni della società di credito al consumo del Gruppo BNP Paribas – aveva collezionato solo il 29% delle preferenze. Dietro ai campioni in carica, c’è il Napoli con il 15% delle preferenze, mentre sono in calo le quotazioni delle squadre milanesi con il 10% per i nerazzurri e addirittura la metà (5%) per i rossoneri, con la Roma che si attesta al 7% delle preferenze. Per l’86% degli italiani, inoltre, il fatturato di un club sportivo pesa anche sulla performance delle squadre. Per questo, si tende a tenersi aggiornati sulla situazione finanziaria delle principali squadre di calcio italiane (48%).

Dove gli italiani preferiscono guardare gli incontri di calcio? Il 5,5% del campione pensa di sottoscrivere un abbonamento allo stadio, nonostante per il 28% i tagliandi siano troppo cari, per il 24% gli stadi troppo lontani e per l’11% poco sicuri. Nella maggior parte dei casi (62%) l’abbonamento verrà acquistato in un’unica soluzione e con una spesa inferiore ai 400 euro (57%), anche se nel Nord-Est c’è un 18,5% pronto a spendere tra gli 800 e i 1000 euro. Il 38% degli italiani che invece non intende recarsi allo stadio dichiara di preferire la televisione (propria o a casa di amici) per vedere le partite di calcio. Quasi 3 italiani su 10 (29% ma con un picco del 34% al Sud) affermano di essere intenzionati a sottoscrivere un abbonamento alla pay-tv per la prossima stagione, un dato comunque in calo rispetto all’anno scorso, quando la percentuale sfiorava il 37%. Il 14%, invece, pensa di seguire le partite sui portali online di streaming gratuito e il 6% attraverso le radiocronache.

Di contro, il 34% degli italiani non segue direttamente le partite e si limita a tenersi aggiornato sui risultati attraverso altri mezzi di informazione: per l’83% la fonte principale di informazione rimane la televisione, per il 41% il web e per il 20% i social network, mentre solo il 13% dichiara di informarsi attraverso giornali e riviste specializzate.

Una valanga di percentuali per lo sport che resta il più seguito dagli italiani. A meno che la mossa Ronaldo non “ammazzi” il campionato sul nascere e dirotti l’attenzione degli sportivi altrove.