Fiorentina Women’s vince la Coppa Italia per il secondo anno consecutivo e aspetta la Nazionale

scritto da il 31 Maggio 2018

Noceto ( Parma ) finale coppa italia femminile Fiorentina Vs Brescia Claudio Giovannini/CGE fotogiornalismo

Noceto ( Parma ) finale coppa italia femminile Fiorentina Vs Brescia Claudio Giovannini/CGE fotogiornalismo

Come lo scorso anno. La Fiorentina Women’s ha battuto il Brescia 3-1 alla stadio “Il Noce” di Noceto in provincia di Parma, davanti a un migliaio di spettatori, e si è aggiudicata la Coppa Italia per il secondo anno consecutivo. Le due squadre si erano infatti trovate di fronte, nella medesima finale, anche la scorsa stagione e a spuntarla erano state sempre le viola, uscite invece sconfitte dalla finale di SuperCoppa, trofeo finito nella bacheca del Brescia.

Proprio in casa della Fiorentina, allo stadio Artemio Franchi, si disputerà il prossimo 8 giugno (fischio d’inizio alle ore 20,45) l’ultima partita casalinga della nazionale femminile, contro il Portogallo, incontro valido per la qualificazione al Campionato del Mondo di Francia 2019.

_ale0618“Le donne non fanno calcoli, scendono in campo sempre per vincere. Per questo la sfida con il Portogallo, squadra che è comunque fuori dai giochi per la qualificazione mondiale, non è così scontata”. A parlare è Sandro Mencucci, presidente della Fiorentina Women’s Football Club. L’Italia di Milena Bertolini, invece, è pronta a scrivere la storia, visto che la nazionale azzurra femminile manca dalla fase finale di un Campionato del mondo da vent’anni: “Non è un caso che la Federcalcio abbia deciso di far disputare questo incontro proprio a Firenze. Il calcio ci è riconoscente per quello che abbiamo fatto, per primi, per l’intero movimento. Il prezzo dei biglietti a 3 euro? L’intento è quello di offrire alle ragazze l’opportunità di giocare davanti a uno stadio pieno, con la spinta di un pubblico straordinario”, dice ancora Mencucci.

Lo stadio di Firenze conta 19.000 spettatori e riuscire a fare un sold out significherebbe, per la prima volta, far giocare le ragazze azzurre in un contesto di pubblico più maschile che femminile. E questo primato spetterebbe proprio alla Fiorentina, la prima società a portare una propria squadra nella massima serie del campionato femminile, nell’estate del 2015. “Nella storia del calcio femminile italiano esiste un prima e un dopo l’ingresso della Fiorentina. Prima la gente non lo conosceva. Capitava spesso che mi chiedessero se si giocasse in undici, se il rettangolo di gioco avesse le stesse dimensioni, se le partite durassero due tempi da 45 minuti ciascuno. Ecco, queste erano le domande tipiche che mi venivano poste. A tutt’oggi la percezione del calcio in Italia è abbastanza maschilista però inizia a esserci una consapevolezza diversa. Il calcio è parte dell’Italia, l’Italia fa parte dell’Europa e quindi anche del mondo. I grandi club iniziano a rendersi conto che le altre società europee, con cui si confrontano in Champion’s League, hanno tutte una sezione femminile e, molte, presentano anche ottime squadre. Vedere la Fiorentina che alla prima stagione ha vinto il Campionato italiano portando allo stadio, per l’incontro decisivo, circa 9.000 persone è stato un traino per tutti gli altri club italiani”, ammette con orgoglio Mencucci.

Noceto ( Parma ) finale coppa italia femminile Fiorentina Vs Brescia Claudio Giovannini/CGE fotogiornalismo

Noceto ( Parma ) finale coppa italia femminile Fiorentina Vs Brescia
Claudio Giovannini/CGE fotogiornalismo

Dopo la Fiorentina sono arrivata la Juventus, il Sassuolo e a breve, probabilmente, la Roma, il Napoli, il Milan e l’Inter. “L’approccio del calcio professionistico maschile a quello dilettantistico femminile può essere di due tipi: il primo, quello della Fiorentina, ossia senza fare tabula rasa del passato, semmai prima imparando e poi dando vita a un proprio modello; il secondo è quello dell’acquisto di un titolo sportivo con il rapporto che si chiude lì. Chi si è occupato di calcio femminile per tanti anni, anche a ottimi livelli, è comprensibile che non riesca a liberarsi di questa passione tanto facilmente, è normale che ci siano delle resistenze a lasciare completamente una società”, spiega Mencucci.

Il risultato attuale è un campionato a due velocità. “È una legge di mercato e vale anche per il calcio. Le piccole realtà rimangono piccole. Le giocatrici di livello, soprattutto italiane, sono poche e sta iniziando una lotta di mercato tra le grandi società. Questo divario aumenterà ancora, quando ci sarà la replica del campionato di serie A maschile in quello femminile. Il campionato a 12 squadre potrebbe, in futuro, passare a 14 ma non ci saranno più i piccoli club dilettantistici che potranno offrire solo un rimborso spese. Dispiace che le piccole realtà, che hanno tenuto vivo il movimento, possano finire in altre serie però sarà inevitabile”, ammette ancora Mencucci.

L’ingresso dei grandi club maschili porta, inevitabilmente, anche a un aumento dei costi di gestione delle società. “La concorrenza decreterà questo incremento a cominciare dai compensi delle calciatrici. Da quando siamo partiti noi parliamo già di cifre più che raddoppiate”, confida Mencucci.

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La Fiorentina vede con favore la proposta del commissario della Figc Roberto Fabbricini di portare i campionati femminili di serie A e di serie B sotto la Federcalcio. “Si tratta di una sorta di upgrade per il calcio femminile. In questo modo avremo una struttura marketing dedicata che fino a oggi non abbiamo mai avuto. Stiamo già parlando di diritti individuali e collettivi, ci sarà un discorso diverso con le televisioni. La Federcalcio permetterà di dialogare meglio anche a livello internazionale per trovare quell’armonizzazione delle regole necessaria per i contratti delle calciatrici straniere”, aggiunge Mencucci.

La Fiorentina è stata anche la prima squadra a fornire alle donne delle maglie non solo con il numero ma anche con il proprio nome, così come avviene nel calcio maschile. “La forza trainante delle società di calcio deve essere anche quella di un’attività sociale, soprattutto nel proprio territorio. Nel nostro caso si sono avvicinati anche diversi sponsor che hanno privilegiato il calcio femminile, un progetto innovativo e positivo quindi, rispetto alla visibilità sui media. Si sta aprendo un mondo nuovo e la gente crede in queste iniziative”, confida Mencucci.

FIORENTINA WOMEN'S - JUVENTUS CAMPIONATO SERIE A FEMMINILE  SEGO ROSSO CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE CGE FOTOGIORNALISMO

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Il grande gap che rimane da colmare è quello delle atlete. “Con l’arrivo dei club professionistici è chiaro che questi daranno una maggiore garanzia di affidabilità e di professionalità anche ai genitori che intendono portare le bambine a giocare a calcio. Noi, per esempio, non sappiamo più come fare per il gran numero di giovani che ci chiedono di iniziare e, sono certo, che questo avverrà in tutta Italia. In Italia abbiamo 20mila tesserate contro il milione della Germania. Questo è un divario da colmare ma credo che lo si possa fare anche abbastanza velocemente. La grande differenza è che, all’estero, le calciatrici sono professioniste e non dilettanti. Occorrerà, quindi, porre anche mano a quelle tutele necessarie affinché le giovani intraprendono questa carriera ma abbiano i contributi per una pensione perché bisogna dare un futuro a queste ragazze”, dichiara Mencucci.

Il futuro immediato è l’incontro Italia-Portogallo dell’8 giugno, a Firenze. “Le nazionali forti nascono da un campionato competitivo. L’ingresso della Fiorentina ha generato un incremento di professionalità nel settore che ha portato ad avere atlete più preparate e, adesso, si comincia a vederne i primi frutti”, conclude Mencucci,